Il suggeritore – Vol. I – Donato Carrisi

Autore: Donato Carrisi
Casa editrice: Longanesi
Genere: Thriller / Crime
Serie: Mila Vasquez, Vol. I

Sinossi

Sei braccia sepolte in un bosco. Appartengono a cinque bambine scomparse e a una sesta vittima della quale nessuno sembra conoscere l’identità.

È l’inizio di un’indagine complessa che coinvolge una squadra specializzata nella caccia ai serial killer, guidata dal criminologo Goran Gavila. Al gruppo viene affiancata Mila Vasquez, investigatrice particolarmente esperta nella ricerca di bambini scomparsi.

Ma dietro quella sequenza di delitti sembra nascondersi qualcosa di molto più articolato di quanto inizialmente ipotizzato. Qualcuno non si limita a uccidere. Qualcuno osserva, manipola e conduce gli investigatori lungo un percorso preparato con estrema precisione.

E ogni nuova scoperta sembra essere soltanto un altro tassello del suo disegno.

Recensione

Oggi considero Donato Carrisi, insieme a Jo Nesbø, uno dei miei principali punti di riferimento nel thriller. Curiosamente, però, non avevo ancora letto proprio il romanzo con cui tutto è cominciato.

E affrontare Il suggeritore dopo aver letto opere più recenti di Carrisi permette anche di osservare quanto la sua scrittura si sia evoluta nel corso degli anni.

Il suo esordio è già un thriller di ottimo livello: scorrevole, ricco di svolte, costruito attorno a un’idea originale e capace di mantenere un ritmo sostenuto praticamente fino alla fine. Allo stesso tempo, rispetto ai romanzi più recenti dell’autore, ho percepito una maggiore presenza del tell rispetto allo show, don’t tell. Carrisi tende spesso a spiegare dinamiche, pensieri e meccanismi investigativi invece di lasciare che siano esclusivamente le scene a mostrarli.

È probabilmente uno degli aspetti nei quali si nota maggiormente che siamo davanti al suo primo romanzo.

Anche la trama è estremamente articolata, forse persino troppo per i miei gusti.

All’inizio, per esempio, non avevo compreso fino in fondo il ruolo dei primi presunti assassini che entrano nell’indagine. Li avevo interpretati quasi come false piste. Soltanto andando avanti diventa chiaro il meccanismo costruito dal vero antagonista: il ritrovamento delle vittime conduce gli investigatori verso altre figure coinvolte nei crimini, come se qualcuno stesse utilizzando i cadaveri per guidare deliberatamente la squadra.

Ed è proprio questo il cuore più interessante del romanzo.

Il Suggeritore non è il classico serial killer e Carrisi costruisce attorno alla sua figura un concetto decisamente più inquietante: il male non necessariamente agisce in prima persona. Può insinuarsi nelle fragilità degli altri, manipolarle e spingere qualcuno a compiere ciò che forse, senza quella presenza, non avrebbe mai fatto.

Mila Vasquez

Il personaggio meglio riuscito è senza dubbio Mila.

Specializzata nel ritrovamento di bambini scomparsi, entra in una squadra già formata mantenendo fin dall’inizio una propria identità molto forte. Non è soltanto uno strumento narrativo utile all’indagine: possiede ferite, ossessioni e zone d’ombra che vengono progressivamente portate alla luce.

Il suo arco narrativo è probabilmente l’elemento che ho apprezzato maggiormente.

Carrisi dissemina informazioni senza rivelare immediatamente tutto ciò che riguarda Mila e, quando alcuni elementi del suo passato acquistano finalmente significato, riesce realmente a sorprendere. Uno dei twist che la riguarda è stato, per me, tra i momenti migliori dell’intero romanzo.

Molto riuscito anche Goran Gavila, criminologo della squadra, attorno al quale Carrisi costruisce un’altra delle svolte più efficaci della storia.

Gli altri componenti del gruppo funzionano invece soprattutto come buone spalle. Hanno caratteristiche riconoscibili e ciascuno occupa una posizione precisa all’interno dell’indagine, ma raramente raggiungono lo stesso spessore dei due personaggi principali. Alcuni archi vengono chiusi piuttosto velocemente, mentre altri personaggi rimangono sostanzialmente simili dall’inizio alla fine.

Una trama costruita per sorprendere

Se c’è qualcosa che non manca a Il suggeritore, sono gli eventi.

Carrisi inserisce continuamente nuove informazioni, piste, sospetti e cambi di direzione. Ci sono almeno un paio di twist particolarmente ben orchestrati e il ritmo non subisce veri crolli.

Il rovescio della medaglia è una trama che, in alcuni passaggi, rischia di diventare eccessivamente complessa.

Confrontandolo con alcuni lavori successivi dello stesso autore, ho trovato Il suggeritore più carico di elementi e meno essenziale. È evidente già qui la capacità di Carrisi di costruire autentici meccanismi narrativi, ma talvolta sembra quasi voler inserire un ingranaggio in più quando quello precedente sarebbe stato sufficiente.

C’è poi una scelta che mi ha lasciato perplesso: l’assenza di un’ambientazione geografica dichiarata.

La città nella quale si svolge la vicenda non viene identificata. Diversi elementi, dai procuratori alla presenza della Polizia Federale, richiamano un contesto che sembra statunitense, ma il luogo rimane volutamente indefinito.

È una scelta narrativa particolare, probabilmente pensata per rendere la storia universale e creare una sorta di territorio del thriller svincolato da una città reale. Personalmente, però, ho avvertito l’effetto opposto: mi è mancato un punto geografico al quale ancorare personaggi ed eventi e questo ha lasciato una leggera sensazione di incompletezza nell’ambientazione.

Conclusioni

Il suggeritore è un esordio impressionante, soprattutto considerando la complessità dell’intreccio che Carrisi decide di affrontare già nel suo primo romanzo.

Non è ancora, almeno per i miei gusti, il Carrisi più maturo che si incontrerà nelle opere successive. C’è parecchio tell, la trama in alcuni momenti diventa più complicata del necessario e diversi personaggi secondari avrebbero meritato maggiore profondità.

Ma tutto il DNA dell’autore è già presente: false piste, manipolazione del lettore, personaggi tormentati, continui cambi di prospettiva sugli eventi e soprattutto una concezione del male molto più interessante del semplice assassino che uccide le proprie vittime.

Mila Vasquez è il vero punto di forza del romanzo e il suo arco narrativo funziona perfettamente. Anche i principali colpi di scena riescono nel loro intento senza dare l’impressione di essere stati inseriti soltanto per sorprendere.

E il finale completa il disegno. Mila arriva a comprendere chi sia realmente il Suggeritore e Carrisi rivela definitivamente la particolarità di un antagonista diverso dal serial killer tradizionale.

Forse Il suggeritore vuole fare persino troppo, ma preferisco un thriller che rischia qualcosa in più a uno perfettamente ordinato ma prevedibile.

E considerando che si trattava del primo romanzo di Donato Carrisi, il risultato rimane notevole.

Voto: 8,5/10

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