L’Archivio Blackwood – Volume III: Le Anatomie del Male

In arrivo il 15 gennaio 2026

Ci sono storie che non si “seguono”. Si ritrovano.

Le Anatomie del Male nasce proprio così: come un fascicolo riemerso da un cassetto sigillato dell’Archivio, con l’odore della carta umida ancora addosso e la sensazione netta che qualcuno — prima di te — abbia esitato un secondo prima di aprirlo. In questo Volume III, torno a un’idea che è quasi una promessa: racconti oscuri e indipendenti, legati da un filo sottile e inquieto, dove l’Archivio non è soltanto un luogo… ma una presenza.

Quattro racconti. Quattro porte.

Sono racconti che giocano con ciò che l’Archivio fa meglio: la Londra che non è solo città, ma organismo; il dettaglio che sembra banale e invece è un indizio; il silenzio che non è assenza, ma qualcosa che ascolta. (E quando un silenzio “ascolta”, di solito non lo fa per gentilezza.)

Per chi è questo volume

Per chi ama l’Archivio Blackwood quando diventa più intimo e più crudele, quando l’orrore non arriva con fanfare, ma con un odore, una crepa nel muro, una frase incisa dove non dovrebbe esserci. Per chi vuole storie che si leggono veloci… e poi restano addosso.

Disponibile dal 15 gennaio 2026.
Segna la data: l’Archivio sta per aprire un altro cassetto.

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Nuova uscita il 9 dicembre con Delos Digital


Un progetto che segna un passo importante nel mio percorso

Il 9 dicembre arriverà un nuovo libro pubblicato da Delos Digital, all’interno della collana “I Coriandoli”.
È un progetto che ho curato con attenzione, pagina dopo pagina, e che rappresenta una tappa significativa del mio lavoro come autore: una fusione tra ricerca, scrittura e identità narrativa, pensata per chi segue da tempo il mio percorso e per chi ama addentrarsi nelle zone d’ombra della mente umana.

Non anticipo nulla del contenuto.
Non c’è trama da scoprire in anticipo, nessun dettaglio rivelato.
Questo annuncio non è un’anteprima della storia, ma l’apertura di una finestra sul lavoro che c’è dietro. Ogni libro, prima ancora di essere letto, è un viaggio creativo fatto di scelte, rinunce, revisioni e intuizioni che arrivano nei momenti meno prevedibili.

Pubblicare con Delos Digital significa inserirsi in un catalogo ricco di voci e di stili, in una casa editrice che valorizza l’identità dell’autore e permette di sperimentare con libertà e precisione. Per me è un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza.

Nei prossimi giorni condividerò cover reveal, curiosità editoriali e retroscena del processo creativo, sempre senza svelare ciò che troverete tra le pagine. Sarà un percorso graduale, pensato per accompagnare i lettori fino al giorno dell’uscita.

Per ora, mi fermo qui: una data, un editore, e l’emozione di ciò che sta per arrivare.


Ed Gein al Cinema: tra ispirazione e distorsione


Quando si pensa al volto del male nei film horror più iconici, spesso non si sa che dietro quei mostri c’è un nome reale: Ed Gein.

La sua storia — fatta di solitudine, repressione sessuale, culto ossessivo della madre e macabri rituali — ha ispirato alcuni dei personaggi più disturbanti della storia del cinema, trasformandolo in un archetipo del male nascosto dietro volti ordinari.

Norman Bates (Psycho, 1960)

Il primo e più diretto esempio è Norman Bates, protagonista del capolavoro di Alfred Hitchcock. Come Gein, vive isolato con il cadavere imbalsamato della madre, con cui mantiene un dialogo interiore distorto. La “casa su tre livelli” di Psycho richiama la stratificazione mentale: inconscio, conscio e repressione, proprio come nella mente di Ed.

Leatherface (Non aprite quella porta, 1974)

Il personaggio di Leatherface è ispirato all’abitudine di Gein di utilizzare pelle umana per creare maschere e indumenti. Il film, pur spingendosi verso l’eccesso splatter, mantiene l’essenza disturbante di un uomo che ha trasformato il corpo umano in un materiale da lavoro. Il silenzio, la famiglia degenerata e l’ambiente rurale riportano alla Wisconsin di Gein.

Buffalo Bill (Il silenzio degli innocenti, 1991)

In questo caso l’ispirazione è più simbolica. Buffalo Bill scuoia le sue vittime per creare una “seconda pelle” e diventare ciò che desidera. Il tema dell’identità, della pelle come confine tra essere e apparire, ha un legame diretto con Gein e il suo desiderio inconscio di diventare la madre perduta.


L’influenza oltre l’horror

Ed Gein ha lasciato un’impronta anche nella cultura pop, nei fumetti, nei romanzi e persino nei videogiochi. La sua storia ha superato i confini del true crime, diventando un simbolo della paura che nasce dentro casa, in silenzio, senza clamore.

Non era un serial killer classico. Ha ucciso poco, ma ha disturbato profondamente.

E Hollywood ha saputo cogliere quell’abisso e trasformarlo in mito.


Nel mio saggio narrativo Il Culto della Madre – Ed Gein e l’orrore nella mente umana, esploro proprio questi legami tra realtà e rappresentazione, tra cronaca e immaginario. Un viaggio disturbante, ma necessario, per comprendere da dove nascono davvero i mostri.

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Delos Digital – Una fucina di storie oscure e originali


C’è un luogo, in Italia, dove l’editoria digitale ha saputo raccogliere ciò che molti consideravano disperso: voci fuori dal coro, racconti disturbanti, narrativa di genere che non chiede il permesso. Quel luogo ha un nome che gli appassionati del fantastico conoscono bene: Delos Digital.

Fondata come evoluzione naturale dell’universo narrativo di Delos Books, questa realtà editoriale ha saputo imporsi nel panorama italiano con un’offerta ricca, specializzata e sorprendentemente accessibile. Ebook agili, curati, in grado di spaziare dal thriller al dark fantasy, dall’horror alla fantascienza più visionaria.

Ma la forza di Delos Digital non è solo nella varietà di collane. È nella sua capacità di dare spazio ad autori con una voce forte, spesso spigolosa, a volte scomoda, ma sempre autentica. È l’unica casa editrice, nel suo genere, capace di pubblicare ebook seriali che costruiscono universi narrativi coerenti, come accade con le grandi collane anglosassoni. E di farlo senza snaturare l’identità dell’autore.

Per me, come autore, è un onore annunciare che una delle mie prossime opere vedrà la luce proprio all’interno di questo catalogo. Un libro che si addentra nei meandri più inquieti della mente umana. Ma per ora, non aggiungerò altro. Solo questo: restate sintonizzati.

Nel frattempo, vi invito a esplorare il mondo di Delos Digital: scoprirete antologie visionarie, saggi coraggiosi, racconti che lasciano cicatrici. Non è solo intrattenimento: è una forma di esplorazione del lato oscuro della letteratura.


A breve, altre novità oscure.

La mente è pronta. La storia è già in agguato.


Mondi narrativi condivisi: come nasce un universo gotico coerente?


Dietro le quinte dell’Archivio Blackwood e delle future trilogie

Nel cuore di ogni saga gotica c’è un elemento invisibile, eppure fondamentale: la coerenza dell’universo narrativo.
Non basta creare atmosfere cupe, personaggi inquieti o misteri irrisolti. Serve una struttura invisibile ma solida, fatta di regole, riferimenti interni, luoghi ricorrenti e cronologie condivise.
Solo così il lettore potrà sentirsi dentro un mondo, non semplicemente davanti a una storia.

L’Archivio Blackwood: un mosaico di oscurità

Nato con Le Ombre di Whitechapel e sviluppato in Il Vangelo delle Ombre e Il Carnefice del Silenzio, l’Archivio Blackwood è molto più di una semplice trilogia.
È una rete di indagini, eventi, alleanze e segreti, distribuita su più anni, più casi e più livelli.
Ogni volume ha una sua autonomia, ma tutti contribuiscono a un quadro più ampio:

  • le apparizioni ricorrenti di determinati simboli
  • le connessioni sotterranee tra personaggi
  • gli eventi passati che tornano a tormentare il presente
  • i riferimenti a “dossier”, “documenti interdetti” e “interludi” che ampliano la narrazione

Ogni dettaglio — anche il più piccolo — viene archiviato, etichettato e ripreso al momento giusto.
Come in un vero archivio segreto.

Le nuove trilogie: espandere senza contraddirsi

L’universo si espande con nuove linee temporali, nuovi protagonisti, nuove derive del Male.
Ma la regola rimane: coerenza totale.
Ogni trilogia futura avrà una sua anima — epica, religiosa, medica, folklorica — ma resterà compatibile con l’atmosfera, lo stile e le implicazioni dell’universo Blackwood.

Ad esempio:

  • Il Sangue… (no spoiler!) esplorerà le origini del mito di Dracula, ma filtrate attraverso lo sguardo di un medico ossessionato, legato a un ordine segreto.
  • L’Abisso… sarà una spirale temporale in una casa “affamata di tempo”, con apparizioni e cronologie impazzite.
  • La Muta… tornerà indietro nel tempo per raccontare il primo caso mai affrontato da Edgar Blackwood, e i traumi che lo hanno segnato.

Il dietro le quinte: come si costruisce tutto questo?

  • Timeline centralizzata: ogni evento è collocato su una mappa temporale principale. Nulla è casuale.
  • Archivio dei personaggi: ogni figura, anche secondaria, ha una scheda evolutiva. Così può tornare (o scomparire) in modo credibile.
  • Lessico coerente: certi nomi, certi concetti, certi oggetti ricorrono. Sono le “parole chiave” di un mondo.
  • Simboli e mitologie originali: come nei miti antichi, il linguaggio del Male (e del Bene) ha codici visivi e rituali precisi. Viene creato a monte, e poi declinato nei romanzi.

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Hollowgate


Una saga gotica per ragazzi tra orfanotrofi, magia e ombre

Nel cuore di un’Inghilterra vittoriana ancora attraversata da nebbie, paure e misteri, nasce una nuova saga gotica pensata per lettori giovani ma curiosi. Hollowgate non è solo un luogo, ma una ferita, un passaggio, una promessa.

Un orfanotrofio abbandonato.
Un’antica biblioteca.
Una serie di segreti sepolti nel tempo.

Questi sono solo alcuni degli elementi che compongono il mondo di Hollowgate… primo volume di una Saga gotica per ragazzi ambientata nello stesso universo narrativo dell’Archivio Blackwood, ma con un tono più accessibile, formativo e avventuroso.

Gotico sì, ma per ragazzi

La sfida è stata proprio questa: mantenere l’atmosfera evocativa del gotico classico — nebbia, candele, antichi simboli, misteri da decifrare — ma con uno stile più fluido, personaggi giovani, relazioni forti e una magia concreta, tangibile… ma non senza conseguenze.

Ogni gesto magico ha un costo. Ogni scoperta porta con sé nuove domande.
Il sistema magico non è puro incanto: è conoscenza, sacrificio, responsabilità.

Tre protagonisti, tre chiavi

Al centro della saga ci sono tre ragazzi molto diversi tra loro, uniti da un legame che va oltre la semplice amicizia: li accomuna una perdita, ma anche una chiamata. Ciascuno di loro possiede un talento speciale e una ferita nascosta.
Il loro viaggio non sarà solo fisico, ma anche interiore.

Non c’è retorica. Non ci sono eroi perfetti.
Ci sono errori, dubbi, paure… ma anche coraggio, intelligenza, desiderio di capire e — soprattutto — di scegliere.

Un mondo narrativo interconnesso

Hollowgate è ambientato negli stessi anni e ambienti dell’Archivio Blackwood, ma può essere letto indipendentemente.
Tuttavia, chi ha già familiarità con i romanzi precedenti potrà cogliere piccoli dettagli, nomi e simboli che gettano ponti sotterranei tra le due saghe.

Un giorno, forse, i fili si incroceranno.


Se ami i libri dove la magia ha un prezzo, le biblioteche nascondono portali, e le amicizie salvano più delle profezie… benvenuto a Hollowgate.


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Quando il gotico diventa eredità


Un nuovo ciclo oscuro tra fede, sangue e redenzione

Ci sono storie che non nascono per essere raccontate subito.
Storie che dormono tra le pieghe della nebbia, nei manoscritti dimenticati, nei nomi che nessuno osa più pronunciare.

Da tempo sentivo il bisogno di allontanarmi, almeno per un momento, dalle nebbie londinesi dell’Archivio Blackwood.
Non per rinnegarle ma per seguire un’altra voce.
Più antica. Più insidiosa.
Una voce che proviene dai Carpazi, dal cuore nero dell’Europa.
E che parla di sangue.

Sto lavorando in silenzio a un nuovo progetto:
una trilogia gotica indipendente, ambientata tra la fine dell’Ottocento e il crollo delle vecchie certezze.
Non è un omaggio a Dracula.
Non è una riscrittura.
È un viaggio nelle origini del mito, e soprattutto nelle conseguenze di ciò che significa toccarlo, sfiorarlo, ereditarlo.

Al centro della trilogia non ci sarà un eroe, ma un uomo che ha visto troppo:
un medico, un razionalista, che assiste a qualcosa che la scienza non può spiegare.
E che da quel momento inizia a cadere — lentamente, consapevolmente — verso l’abisso.

Castelli in rovina, pestilenze, ordini monastici che custodiscono segreti impossibili.
La lotta tra la fede e la carne, tra la redenzione e l’eternità, tra il ricordo e l’oblio.

Tre volumi. Tre città diverse. Un solo filo rosso.
Un sangue antico, che scorre ancora tra le ombre.

Non posso dire altro, non ancora.
Ma se amate i romanzi gotici dove la luce è rara, le ombre hanno memoria, e il male non è mai solo mostruoso ma anche umano…
Forse vi piacerà quello che sta per arrivare.


Rimanete sintonizzati sul blog e su Substack.
Il viaggio nelle tenebre sta per cominciare.
E questa volta, non sarà Londra a salvarvi.


Lizzie Borden – Parricidio, isteria e moralismo americano


Tra le tante storie oscure che hanno marchiato la memoria collettiva americana, quella di Lizzie Borden resta una delle più enigmatiche, disturbanti e affascinanti. Non solo per l’atrocità del delitto, ma per tutto ciò che si muove attorno al silenzio, alle omissioni, alle reazioni di un’intera società.
Un caso di cronaca nera diventato specchio distorto dell’America puritana di fine Ottocento.

Da mesi sto approfondendo le fonti storiche, giornalistiche e psicologiche che ruotano attorno a questa figura, così sospesa tra realtà e mito. Ogni documento che riemerge, ogni fotografia, ogni ritaglio di giornale dell’epoca pare raccontare qualcosa di più profondo di un semplice omicidio: una crepa nel perbenismo di un’intera nazione.

Lizzie Borden fu solo un capro espiatorio? Una vittima di isteria collettiva? O davvero incarnava una forma di ribellione nascosta, tutta al femminile, in un mondo che la voleva silenziosa e devota?
Sono domande a cui la storia non ha mai dato una risposta definitiva. Ed è proprio questo a renderla ancora viva.

Non svelerò nulla, per ora. Ma posso dirti che sto lavorando a un nuovo progetto che toccherà proprio questi temi: parricidio, repressione sessuale, moralismo religioso e isteria sociale.
Un libro narrativo che non si limita a ricostruire il crimine, ma ne esplora le ombre psicologiche e culturali, restituendo al lettore il clima malato e ambivalente della Fall River del 1892.

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Il Futuro dell’Archivio Blackwood


Anticipazioni, ritorni e nuove discese nell’oscurità

Scrivere un romanzo gotico non è solo una scelta narrativa. È un rituale, un patto con l’ombra che ti osserva mentre scrivi. Ogni parola è una chiave, ogni libro un varco. Quando ho iniziato Le Ombre di Whitechapel, non immaginavo che mi avrebbe condotto tanto lontano. E ora, con Il Carnefice del Silenzio nelle mani dei lettori e Il Vangelo delle Ombre che ancora brucia come un’incisione nella carne, posso finalmente dirlo: l’Archivio Blackwood non si ferma. Anzi, si espande.

In tanti me lo chiedete: “Cosa verrà dopo?”
E oggi voglio iniziare a rispondere.


Un Prequel – La Muta dei Santi

C’è un tempo prima di Whitechapel, prima che l’ispettore Edgar Blackwood diventasse ciò che è oggi. Quel tempo ha un nome: La Muta dei Santi.
Un prequel ambientato anni prima, in una Londra ancora più cupa e violenta, in cui ritornerà un personaggio molto amato. Non posso dirvi chi, ma chi ha letto Le Ombre di Whitechapel potrà intuire…

Questa storia affonda nel passato più oscuro di Blackwood, un’indagine proibita che lo segnerà per sempre. Un viaggio nella Londra degli orfanotrofi sconsacrati, delle chiese murate e delle sette che strappano la voce a…


Un Sequel – Dopo Il Carnefice del Silenzio

Ci sono cose che nemmeno il silenzio può seppellire. E se avete letto Il Carnefice del Silenzio, sapete che qualcosa — o qualcuno — è rimasto in sospeso.
Il sequel è già in fase di progettazione. Sarà un romanzo più maturo, più doloroso e ancora più inquietante. Un’indagine che porterà Blackwood a uscire dai confini di Londra e a scoprire che il Male non è mai solo in un luogo. A volte è dentro di noi.


Uno Spin-off – L’Ombra di un Altro (non è il titolo del romanzo)

Alcuni personaggi non escono mai davvero di scena. Anzi, sono loro a guardarti, in attesa che tu li riscriva.
Sto lavorando a uno spin-off dedicato a un altro personaggio amato dai lettori, che in Il Vangelo delle Ombre  ha lasciato un segno profondo. La storia avrà un tono diverso, più personale e malinconico, e mostrerà cosa succede quando l’orrore non viene più investigato, ma subito.


La Stirpe di Hollowgate – Il Patto Perduto

E poi c’è lei. La saga che non vi aspettate, ma che torna all’origine del gotico.
La Stirpe di Hollowgate – Il Patto Perduto è il mio progetto parallelo: una saga gotica per ragazzi, ma non per questo meno inquietante.
Orfanotrofio, magia, silenzi che diventano mostri, amicizie salvifiche e varchi nascosti dietro i muri.
Una storia intensa, malinconica, piena di visioni e simboli, che parlerà ai lettori più giovani… e ricorderà agli adulti quello che avevano dimenticato.


Ogni libro che scrivo è un pezzo di un mosaico. E anche se ogni storia può essere letta da sola, tutto è connesso. Ogni personaggio, ogni simbolo, ogni frase non detta.

L’Archivio Blackwood non è mai stato solo una serie di romanzi.
È un mondo.
E vi assicuro: abbiamo appena iniziato a sfogliarlo.

IL CARNEFICE DEL SILENZIO
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È ufficiale: Le Ombre di Whitechapel sarà pubblicato da Saga Edizioni


Dopo mesi di lavoro, di attese, di nebbie e manoscritti… posso finalmente dirlo:
ho firmato il contratto con Saga Edizioni.

Il mio romanzo gotico Le Ombre di Whitechapel – Il segreto del sangue immortale sarà pubblicato ufficialmente da Saga Edizioni, con un contratto della durata di 5 anni.
Una casa editrice indipendente, attenta alla qualità, al genere, e soprattutto alla voce degli autori.

Cosa significa questo per me

Per me è un passo importante.
Non solo perché si tratta della prima pubblicazione ufficiale fuori dal circuito dell’autoeditoria o crowdfunding, ma anche perché Le Ombre di Whitechapel è il libro che ha dato origine a tutto:
a Blackwood, al suo mondo, alla mia personale discesa tra i vicoli di una Londra del 1888 che non ha mai smesso di parlarmi.

È una storia fatta di sangue, immortalità, segreti sepolti e un certo Ispettore che non sa quando smettere di scavare.

Cosa accadrà adesso

Nelle prossime settimane inizierà il percorso di editing, impaginazione e progettazione della nuova copertina.
Ci sarà una nuova edizione ufficiale, un lancio editoriale completo, e — ve lo anticipo — altre novità in arrivo.

Per chi ha già letto il romanzo in versione self: grazie.
Per chi lo scoprirà adesso: benvenuto nel cuore dell’oscurità.


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Qualcosa sta arrivando. Più antico della colpa. Più oscuro del silenzio.


Non so bene quando ho cominciato a scriverlo. Forse la notte in cui ho sognato una cripta senza ingresso, sepolta sotto una città che nessuna mappa osa disegnare. O forse è stato quando ho letto, su un vecchio quaderno ingiallito, i nomi dei bambini che nessuno ricordava di aver mai battezzato.

C’è qualcosa di diverso, questa volta.
Non un semplice caso. Non una reliquia.
Ma una fame.

Una fame che attraversa i secoli, che muta forma e indossa abiti nuovi, ma resta sempre lì. Pronta a nutrirsi del bisogno umano più antico: credere in qualcosa. Qualcosa di più grande, di più puro. Di più terribile.


Un nuovo capitolo dell’Archivio Blackwood sta per essere scritto.

Le carte sono già state messe sul tavolo.
Gli occhi di Edgar Blackwood hanno già letto troppo.
E chi gli cammina accanto – vivo o morto che sia – sa che questa volta nessuno sarà risparmiato.

Le domande non riguardano più solo l’assassino.
Ora riguardano ciò che stiamo invocando da generazioni, senza nemmeno saperlo.


Preparatevi. Un nuovo caso. Un nuovo abisso.
E questa volta… l’Archivio potrebbe non riuscire a chiuderlo.


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L’Archivio non dorme mai


Dopo la nuova saga per ragazzi (In Lavorazione)… un nuovo libro gotico in arrivo

C’è un tempo per i giuramenti. Un tempo per i misteri.
E poi, c’è un tempo per tornare indietro.

Nelle ultime settimane ho lavorato (e sto lavorando ancora adesso) con passione a una nuova saga destinata a un pubblico diverso: un viaggio iniziatico, magico e oscuro, pensato per lettori più giovani… ma che non rinuncia alle atmosfere cupe che mi accompagnano da sempre.
Un nuovo mondo è pronto a mostrarsi.

Ma non abbiate timore: L’Archivio Blackwood non è chiuso.

Anzi.
Le sue stanze più antiche si stanno aprendo.
Quelle che nessuno ha mai osato esplorare.

Dopo l’uscita del nuovo romanzo dedicato ai più giovani, torneremo là dove tutto ha avuto inizio.
Ho già creato scaletta e storia di un nuovo volume della saga Archivio Blackwood:
un prequel che ci porterà molto indietro nel tempo,
quando Edgar Blackwood era diverso.
Più giovane. Più impulsivo. Meno disilluso.
E forse… più umano.

Ma c’è di più.
Nel buio che ci attende, una figura familiare tornerà a camminare accanto a lui.
Qualcuno che non avete dimenticato.
Qualcuno che, forse, non ha mai davvero lasciato l’Archivio.

Non posso dirvi altro.
Solo questo: preparatevi a scoprire le origini.
Il primo caso.
L’orrore che ha cambiato tutto.
E la promessa che ancora oggi,
nell’ombra, non è stata spezzata.

Rimanete connessi.
Il prossimo varco si aprirà prima di quanto immaginiate.


Il Carnefice del Silenzio

Il nuovo romanzo gotico della saga Archivio Blackwood Di Claudio Bertolotti

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L’uomo che cammina tra le reliquie – Mallory e il peso del silenzio

Chi è Cornelius Mallory?

Non un eroe, non un antagonista. Eppure la sua sola presenza basta a far cambiare temperatura alla scena. Quando compare, il silenzio si fa più denso, le parole si pesano una ad una, come se l’aria stessa aspettasse il suo giudizio. L’Arcidiacono Cornelius Mallory è una delle figure più affilate e ambigue del nuovo romanzo Il Carnefice del Silenzio. La sua autorità non ha bisogno di alzare la voce. La sua forza non viene dalla violenza, ma da qualcosa di più tagliente: la fede cieca nella disciplina ecclesiastica.

Appartiene a un’epoca che non vuole più mostrarsi, eppure ne incarna ogni fibra. Cammina nei luoghi del sacro con passo misurato, non per cercare la verità, ma per contenere le crepe che si aprono nei muri della Chiesa.

Mallory non è lì per aiutare

Non è un investigatore, né un occultista. Non ha simpatia per le ombre, ma ha imparato a conviverci. In certi momenti, sembra quasi che conosca il pericolo meglio di quanto voglia ammettere. Quando parla di certi testi, di certi simboli, non lo fa con stupore, ma con rassegnazione.

C’è qualcosa in lui che sa più di quanto dice, ma che non dirà mai. Perché alcune verità – secondo lui – devono restare sepolte.

Il suo silenzio è una scelta

Nel mondo gotico e spietato dell’Archivio Blackwood, Mallory rappresenta la soglia oltre la quale il sacro si contamina. Non crede nei demoni, ma sa che il Male può indossare abiti liturgici. E allora interviene. Non per fermarlo, ma per evitare che se ne parli.

È un guardiano, ma delle apparenze. Eppure, nel corso del romanzo, la sua presenza lascia intuire che, sotto la tonaca inamidata, c’è molto più che burocrazia e dogmi. C’è un conflitto antico, forse mai vinto.

❝ Un uomo fatto d’inchiostro e omertà ❞

Mallory è un personaggio che divide. Non è facile amarlo, ma è impossibile ignorarlo. Nei suoi sguardi, nella rigidità dei suoi gesti, c’è qualcosa di profondamente umano: la paura di ciò che non si può controllare. E forse anche un passato che preferirebbe dimenticare.

Nel suo modo di pronunciare certe parole – “misericordia“, “blasfemia“, “dovere” – si avverte una stanchezza millenaria, come se portasse sulle spalle il peso non della fede, ma della sua corruzione.

Perché Mallory è importante?

Perché rappresenta quella parte del mondo che preferisce tacere, anche davanti all’orrore. Che sceglie l’ordine, anche quando il prezzo è l’oblio. Nel microcosmo de Il Carnefice del Silenzio, ogni personaggio combatte con il proprio ruolo. Mallory combatte per mantenerlo intatto, anche quando il suono della verità comincia a farsi sentire.

E quando accade, lo scontro con Edgar Blackwood diventa inevitabile. Non un duello fisico. Ma una guerra tra modi opposti di intendere la giustizia.

Perché nel mondo dell’Archivio Blackwood, il silenzio non è mai solo assenza di voce. A volte è una scelta. A volte una prigione. E Mallory ne è il custode.

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L’Inquisizione, i riti e l’occulto: cosa c’è di vero nelle fonti usate

Nel cuore dei racconti dell’Archivio Blackwood si nascondono simboli, rituali e riferimenti oscuri che affondano le radici in documenti reali. Ma quanto c’è di vero nei testi inquisitoriali, nei grimori citati, nei rituali descritti nelle pagine di Il Vangelo delle Ombre o Le Ombre di Whitechapel?

La risposta è disturbante: più di quanto si pensi.

I manuali dell’Inquisizione

Molti dialoghi tra Blackwood e padre Quinn sono ispirati direttamente al Malleus Maleficarum, al Directorium Inquisitorum e ai processi originali della Santa Inquisizione. Nei miei appunti ho spesso consultato testi latini che elencano formule per riconoscere i “posseduti“, interrogatori sui “segni del demonio“, e perfino modalità rituali per “chiudere i varchi“. Alcune frasi presenti nei romanzi sono citazioni quasi letterali, tradotte per essere comprese nel racconto.

I riti (non sempre) inventati

Non tutti i rituali descritti sono frutto di fantasia. Alcuni provengono da testi come il Clavicula Salomonis o il Lemegeton, usati realmente da alchimisti e occultisti tra Medioevo e Ottocento. Altri sono mescolanze, rielaborati per dare coerenza alla narrazione gotica.

La paura del corpo, il mistero dell’anima

L’orrore dell’epoca non era solo nella superstizione, ma anche nella scienza primitiva. Molte possessioni erano in realtà crisi epilettiche, isteria o traumi psichici. Ma l’Inquisizione, e gran parte della popolazione, vi vedeva la mano del diavolo. Nei miei romanzi ho cercato di mantenere questa ambiguità: non tutto è spiegabile, ma nulla è puramente fantastico.

Perché usare fonti reali?

Perché la paura più potente nasce dal dubbio. Se leggendo un rituale ti chiedi: “E se fosse esistito davvero?”, allora l’immaginazione è già in trappola.
E Blackwood sa bene che il confine tra realtà e incubo è sottile come un filo di cera sciolta.

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Le Ombre di Whitechapel
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L’Archivio Blackwood – Volume II: I Racconti
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Titolo: Il boia e il culto del silenzio: quando giustizieri e sacerdoti coincidono

Nel cuore più oscuro dell’Europa ottocentesca, là dove le ombre della religione si intrecciano con le viscere della giustizia terrena, esistevano figure ambigue e disturbanti: uomini che erano al tempo stesso carnefici e custodi del sacro. Il boia, archetipo di morte e silenzio, veniva talvolta assimilato a un sacerdote di un culto perduto, nascosto tra le pieghe del dogma cristiano e le superstizioni rurali.

Questa sinistra sovrapposizione non è solo simbolica. Nei registri dimenticati delle prigioni e nei racconti sussurrati tra i vicoli londinesi, si parlava di confraternite silenziose, gruppi clandestini che officiavano le esecuzioni come riti iniziatici. Il condannato non era solo un colpevole, ma un’offerta. Il patibolo diventava altare. La corda, sacra reliquia. E il boia, vestito di scuro, taceva: perché ogni parola poteva rompere l’incanto.

Molti di questi uomini vivevano isolati, in case ai margini della città, circondati da simboli apotropaici, croci rovesciate, monili in osso umano. Alcuni avevano tatuaggi con scritte in latino arcaico. In certe notti d’inverno, si raccontava che pregassero ad alta voce, da soli, nel dialetto di chissà quale ordine monastico dimenticato.

Una delle testimonianze più inquietanti proviene da un documento riservato del 1842, rinvenuto nell’archivio della Workhouse di Bethnal Green. In esso, un certo “S.H.”, condannato a morte per omicidio rituale, racconta che il boia gli avrebbe detto, sottovoce: “oggi diventi silenzio puro“. Una frase che ritorna, identica, in almeno altri tre resoconti anonimi.

Alcuni storici marginali, spesso tacciati di follia, hanno ipotizzato che esistesse una linea segreta che collegava questi giustizieri, tramandata per secoli. Un lignaggio. Una confraternita del silenzio. Con rituali, simboli, giuramenti. Si dice che uno di loro, prima di essere trovato impiccato nella sua stessa botola, avesse inciso sul muro: “In caede silentium est“.

Nel mondo dell’Archivio Blackwood, questa teoria prende forma e carne. Il Carnefice del Silenzio non è solo un assassino. È il discendente di un culto antichissimo, uno dei pochi sopravvissuti. La sua missione non è uccidere: è zittire. Uccidere è solo un mezzo.

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Blackwood: la cronologia della saga e le anticipazioni sul futuro

Chi ha letto Le Ombre di Whitechapel e Il Vangelo delle Ombre lo sa: Edgar Blackwood non è un investigatore come gli altri. L’oscurità che lo circonda cresce di volume in volume, ma anche la profondità della sua umanità e il peso delle scelte che è costretto ad affrontare. In questo articolo ripercorriamo brevemente l’ordine dei romanzi, la continuità narrativa e ciò che ci attende nel prossimo capitolo dell’Archivio Blackwood.

Ordine di lettura della saga

1. Le Ombre di Whitechapel – Il segreto del sangue immortale
Il primo caso che ha reso noto il nome di Edgar Blackwood. Un’indagine che lo vede coinvolto insieme al dottor Watson, sullo sfondo della Londra del 1888, tra società segrete, papiri maledetti e un nome che non si dimentica: Dracula.

2. Il Vangelo delle Ombre
Dopo la morte di Declan O’Connor, un nuovo terrore affiora dalle tenebre. Blackwood affronta possessioni e rituali proibiti. A fianco dell’ispettore, due nuove presenze: padre Marcus Quinn e il sergente Elias Monroe.

3. Il Carnefice del Silenzio (in fase di scrittura)
La terza indagine si sposta tra monasteri abbandonati, archivi ecclesiastici e riti antichi. Il confine tra crimine e sacro viene violato da un assassino che sembra agire sotto il segno di una fede corrotta. Un romanzo più lungo, oscuro e stratificato, in cui il Male si nasconde dietro simboli dimenticati.

Cosa ci attende dopo?

Il quarto volume sarà un salto indietro.
Una discesa alle origini dell’Archivio Blackwood, al primo caso affrontato da Edgar prima delle vicende di Whitechapel. Un’indagine ambientata anni prima, in un’epoca in cui Blackwood era ancora più istintivo, più aperto… ma già destinato a essere cambiato per sempre.

Il titolo provvisorio è:
“La Muta dei Santi – L’origine”

Una setta.
Bambini scomparsi.
Una fede deformata e antica che torna a reclamare sangue.
E una torre silenziosa che nessuno vuole nominare.

Segui il blog e i profili social per scoprire, passo dopo passo, gli indizi lasciati dall’Archivio.

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Il Vangelo delle Ombre disponibile su Kindle:

Nebbia su Limehouse– Anteprima esclusiva del nuovo Blackwood

La città dorme. Ma l’Archivio si è appena risvegliato.

Il nuovo capitolo della saga, Il Carnefice del Silenzio (ancora in produzione), si apre nel cuore dell’inverno.
Sono le 4:17 del mattino, e una figura cammina solitaria tra le nebbie di Limehouse.
C’è qualcosa che l’attende.
Non un delitto… ma un ritorno.

Ecco le prime righe del Prologo:

Prologo – Il Carnefice del Silenzio

Londra, 2 gennaio 1889 – ore 4:17 del mattino

La nebbia fitta su Limehouse rendeva ogni lampione un alone lattiginoso.
Il gelo non si limitava a pungere la pelle: sembrava infilarsi nelle ossa, come un presagio.
Nessun suono, se non il ticchettio regolare dei passi sul selciato umido.
Blackwood non aveva dormito.
La lettera lo aspettava sulla scrivania da ore, ma solo ora aveva trovato il coraggio di aprirla.

Un nuovo mistero si insinua nei vicoli di Londra.
E questa volta, il silenzio uccide.

Il Carnefice del Silenzio – in lavorazione
Segui tutte le anticipazioni su: http://www.claudiobertolotti83.net

Dal Vangelo delle Ombre al Carnefice del Silenzio

Il filo oscuro che unisce due capitoli dell’Archivio Blackwood

Quando si chiude il Vangelo delle Ombre, non termina l’oscurità.
Cambia forma. Cambia volto. Ma resta.

Il nuovo volume in lavorazione, Il Carnefice del Silenzio, raccoglie l’eredità simbolica e narrativa lasciata dal secondo libro della saga e ne trasforma la tensione in qualcosa di più antico, più sommesso, e per questo ancora più inquietante.

Dove il Vangelo affondava nelle pieghe del fanatismo e del male travestito da redenzione, Il Carnefice del Silenzio porterà Edgar Blackwood a confrontarsi con un’oscurità muta, stratificata nel tempo.
Un’indagine che parte dal vuoto, da ciò che non viene detto, da ciò che è stato registrato ma poi dimenticato: tra orfanotrofi chiusi da anni, archivi ecclesiastici sigillati, antichi salmi spezzati e simboli che parlano a chi sa ancora leggere l’incubo.

Non si tratta solo di un nuovo caso.
Si tratta di un passaggio. Di un’ulteriore discesa.
Perché il vero silenzio non è l’assenza di suono, ma l’incapacità di gridare, anche quando si muore.

E Blackwood, logorato ma lucido, capirà presto che il suo nemico più insidioso non è quello che uccide…
Ma quello che lascia vivere, in silenzio.

Il Carnefice del Silenzio – in uscita nel 2025
Segui il sito e @archivio_blackwood per nuove anticipazioni, immagini gotiche, estratti e materiali esclusivi.

Sta arrivando “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini” in doppia edizione

Ci siamo quasi.
Tra pochi giorni sarà disponibile il primo volume della raccolta I Dossier dell’Archivio Blackwood, con il titolo L’archivio Blackwood Volume I “Le Origini” – in due formati distinti, pensati per rispondere alle diverse esigenze dei lettori.

La prima versione, pensata come edizione da collezione, sarà disponibile in copertina rigida illustrata a colori: una stampa di alta qualità, con grafica atmosferica gotica e contenuti completi, pensata per chi desidera un oggetto prezioso da custodire.

Ma proprio per la natura di questa edizione – con stampa a colori e copertina rigida – il costo di produzione è piuttosto elevato.
E proprio per questo, ho deciso di affiancare anche una versione in brossura: più leggera, stampata in bianco e nero, ma con gli stessi contenuti narrativi.

Una scelta pensata per chi desidera leggere il libro senza sostenere un prezzo troppo alto, mantenendo comunque intatta la forza della storia.

Cosa troverete in questo primo volume?


Due indagini complete, ambientate nella Londra del 1888.
Due dossier tratti dall’archivio segreto dell’ispettore Edgar Blackwood, in cui la logica si scontra con l’inspiegabile, e il confine tra scienza e incubo si fa sottile.
Senza spoiler, posso solo dirvi che questo è l’inizio.
Un inizio oscuro, denso, e – spero – coinvolgente.

Ormai manca pochissimo.
Restate sintonizzati.

Visita il sito ufficiale: http://www.claudiobertolotti83.net

Il Carnefice del Silenzio – Un nuovo incubo sta per cominciare

Una piccola anticipazione del nuovo volume, ancora in produzione.

Gennaio 1889. Londra è immersa nel gelo. La neve cade tra i vicoli anneriti di Limehouse, e i rintocchi delle campane sembrano giungere ovattati, come provenienti da un mondo sepolto. Ma non è il freddo a far tremare chi vive nell’ombra. È qualcos’altro. Qualcosa che non ha nome.

Con Il Carnefice del Silenzio, Edgar Blackwood torna a confrontarsi con un nuovo, terribile enigma.
Non si tratta di fantasmi. Né di vampiri.
Questa volta, l’orrore indossa una maschera diversa: quella dell’antico, del rimosso, del non detto.

In questo terzo volume, l’indagine si fa più cupa, più personale, più radicata nella terra e nel peccato. Il Male non arriva da fuori. Nasce da dentro. Dalle parole che non si pronunciano. Dai silenzi che pesano come lapidi.

Luoghi dimenticati, domande senza risposta

Tra monasteri abbandonati, archivi ecclesiastici chiusi al pubblico e stanze in cui nessuno osa entrare da anni, Blackwood dovrà seguire una scia di simboli, parole spezzate e segreti.
Ogni passo lo condurrà più vicino a una verità che forse non vuole conoscere.

Eppure, lui lo sa: è solo nel cuore del silenzio che si può sentire la voce del carnefice.

Un nuovo capitolo nell’Archivio Blackwood

Con questo romanzo, la saga entra in una fase più oscura, più interiore.
Non cambia solo l’ambientazione. Cambia lo sguardo. Cambia Blackwood.
Ciò che lo attende non è solo un nuovo caso.
È un abisso.