Un frammento narrativo dalla Londra nascosta
L’aria puzzava di carbone umido e rame ossidato.
L’uomo scese l’ultima rampa con la lanterna tremante tra le dita, sentendo il rumore del proprio respiro amplificarsi contro le pareti curve della cripta.Nessuno sapeva dell’ingresso.
Nessuno, tranne lui.
E chi l’aveva guidato fin lì con un biglietto anonimo, piegato tre volte, lasciato nel taschino del suo cappotto all’alba. Sopra, solo una frase:
“Ascolta dove tutti hanno smesso di sentire.”Il silenzio non era completo, laggiù.
Tra le colonne spezzate, le ossa incise e l’odore dolciastro della cera, qualcosa si muoveva. Non passi, ma un battito. Un suono profondo, distante… come se la città respirasse dal sottosuolo.Si inginocchiò accanto a un mosaico consunto, appoggiando la mano su una pietra annerita.
La lanterna tremò.
Lui trattenne il fiato.
E poi lo sentì: non parole, ma un’eco. Un nome sussurrato.
“Blackwood…”
Un altro frammento di Londra.
Un altro segreto sepolto. Una scena tagliata.
