Autrice: Darcy Coates
Casa editrice: Fanucci Editore
Pagine: circa 294
Genere: Horror soprannaturale / Haunted House
Sinossi
Tutti conoscono Ashburn House. Si racconta che la precedente proprietaria sia impazzita e, nel paese vicino, da anni circolano storie inquietanti sulla vecchia dimora e su ciò che sarebbe accaduto al suo interno.
Quando Adrienne eredita la casa dalla prozia Edith, però, non è nella condizione di preoccuparsi delle leggende. Ha pochissimi soldi, nessun posto dove andare e Ashburn House rappresenta soprattutto una possibilità per ricominciare.
Almeno fino a quando non cala la notte.
Strani fenomeni iniziano a verificarsi nella proprietà, mentre i misteriosi messaggi lasciati dalla prozia sembrano nascondere qualcosa sul passato della famiglia. Adrienne dovrà così scoprire cosa sia realmente accaduto ad Ashburn House e, soprattutto, cosa continui a vivere tra quelle mura.
Recensione
Piccola premessa: nella recensione sono presenti alcuni leggeri spoiler.
I fantasmi di Ashburn House parte da uno degli archetipi più classici della narrativa horror: una giovane donna eredita una vecchia casa isolata, attorno alla quale circolano da anni storie inquietanti.
Anche il prologo segue una strada piuttosto conosciuta. Adrienne è ancora una bambina quando fugge insieme alla madre da una casa. Una scena che abbiamo già incontrato diverse volte in romanzi di questo genere e che lascia immediatamente intuire l’esistenza di qualcosa nel passato della protagonista destinato a tornare.
Anni dopo Adrienne, detta Addy, si trova praticamente senza soldi e con poche prospettive quando eredita Ashburn House dalla prozia Edith. Parte dalla città insieme al suo gatto Wolfgang e raggiunge in taxi il piccolo paese nei pressi del quale sorge la proprietà.
L’arrivo alla casa è una delle parti più riuscite del romanzo.
Ashburn House si trova su una collina circondata dal bosco. Mano a mano che Addy si avvicina, la vegetazione cambia: il verde lascia spazio al grigio, gli alberi sembrano perdere vitalità e la casa appare infine in tutta la sua decadenza. È vecchia, fredda, sviluppata su più piani e dominata da un tetto spiovente.
Anche gli interni funzionano molto bene nel creare atmosfera. Il piano inferiore dispone di una corrente elettrica debole, mentre quello superiore è completamente al buio. Prima delle scale la prozia ha lasciato un lume a olio, una latta per ricaricarlo e dei fiammiferi, quasi fosse perfettamente consapevole di ciò che Adrienne avrebbe trovato al piano superiore.
Poi ci sono i dettagli: l’assenza di specchi, i messaggi criptici incisi nel legno dalla prozia Edith, il grande camino del soggiorno, il corridoio buio del piano superiore e i ritratti inquietanti dei membri della famiglia.
Darcy Coates costruisce quindi molto bene il luogo nel quale ambientare la propria storia.
Anche le prime notti mantengono una certa inquietudine. Addy preferisce dormire nel soggiorno, davanti al camino acceso e insieme a Wolfgang. Al tramonto si verifica inoltre uno strano fenomeno: il bosco diventa improvvisamente silenzioso e, poco dopo, gli uccelli fuggono tutti insieme.
Gli ingredienti per una buona storia di fantasmi sembrerebbero esserci tutti.
Ed è proprio qui che emerge il principale problema del romanzo: per circa il 70% della storia succede troppo poco.
Il POV è unico e segue esclusivamente Adrienne. Passiamo quindi moltissimo tempo all’interno dei suoi pensieri mentre esplora la casa, cerca di adattarsi alla nuova situazione e tenta di dare una spiegazione ai piccoli eventi inspiegabili che si verificano intorno a lei.
Nel frattempo alcune ragazze del paese, che Adrienne aveva intravisto durante il suo arrivo, si presentano ad Ashburn House. Addy pensa inizialmente che vogliano semplicemente conoscerla, ma diventa presto evidente che la loro curiosità è rivolta soprattutto alla casa e alle leggende che la circondano.
La narrazione continua però a procedere lentamente. Accadono piccoli episodi inquietanti, vengono disseminati indizi e cresce il mistero attorno alla prozia Edith, ma manca per molto tempo una vera escalation.
La situazione cambia quando una delle ragazze viene ritrovata proprio nella proprietà di Ashburn House in stato catatonico. Da quel momento gli eventi soprannaturali iniziano finalmente ad aumentare e il romanzo accelera fino a raggiungere un climax decisamente più movimentato, che porta Adrienne persino a uno scontro fisico con un cadavere.
Ed è qui che arriviamo anche al titolo.
I fantasmi di Ashburn House è infatti leggermente fuorviante. Un titolo simile porta inevitabilmente a immaginare una classica casa infestata da presenze spettrali, mentre ciò che si nasconde dietro Ashburn House è qualcosa di diverso, o comunque non esattamente ciò che ci si aspetta all’inizio.
Non è necessariamente un difetto della storia, ma crea aspettative che il romanzo soddisfa soltanto in parte.
Stile e personaggi
La prosa di Darcy Coates è semplice e molto accessibile. Il romanzo si legge senza difficoltà e presenta alcune buone descrizioni, soprattutto quando deve raccontare la casa e il bosco circostante. In altri momenti, però, la scrittura diventa un po’ elementare e talvolta persino prevedibile.
Il problema maggiore rimane il POV unico.
Adrienne trascorre buona parte del romanzo da sola e questo significa che il lettore viene esposto continuamente ai suoi pensieri. Alla lunga la scelta finisce per appesantire la narrazione, soprattutto perché nella parte centrale gli eventi realmente significativi sono pochi.
Avrei preferito una maggiore progressione della tensione e qualche evento più incisivo distribuito lungo il percorso, invece di concentrare buona parte dell’azione nell’ultima porzione del romanzo.
Anche la spiegazione finale lascia qualche perplessità. Adrienne trova una lettera della prozia Edith nella quale vengono finalmente chiariti il motivo per cui è stata scelta e la natura di ciò che sta accadendo.
Una spiegazione era sicuramente necessaria. Il lettore aveva bisogno di ricomporre gli indizi disseminati nel corso della storia. Tuttavia la soluzione scelta assume la forma di uno spiegone piuttosto lungo, che concentra molte informazioni tutte insieme invece di lasciare che alcune verità emergano direttamente dagli eventi.
Conclusioni
I fantasmi di Ashburn House possiede un’ambientazione riuscita e alcuni elementi perfetti per gli amanti delle vecchie dimore isolate: una casa decadente, un bosco che sembra morire avvicinandosi alla proprietà, corridoi immersi nel buio, ritratti di famiglia, messaggi incisi nel legno e una prozia morta che sembra aver preparato ogni cosa in previsione dell’arrivo della protagonista.
Il problema è che queste ottime premesse vengono sfruttate solo parzialmente.
Per buona parte del romanzo la storia procede lentamente, affidandosi soprattutto ai pensieri di Adrienne e a piccoli fenomeni inquietanti. Solo nell’ultima parte il ritmo aumenta realmente e il soprannaturale mostra finalmente la propria natura.
Non è un brutto romanzo e si lascia leggere con facilità, ma avrebbe potuto essere molto più inquietante e soprattutto più teso. Con una parte centrale più compatta e una progressione degli eventi meglio distribuita, Ashburn House avrebbe potuto trasformarsi in una casa molto più difficile da dimenticare.
Voto: 6,5/10

