Non so bene quando ho cominciato a scriverlo. Forse la notte in cui ho sognato una cripta senza ingresso, sepolta sotto una città che nessuna mappa osa disegnare. O forse è stato quando ho letto, su un vecchio quaderno ingiallito, i nomi dei bambini che nessuno ricordava di aver mai battezzato.
C’è qualcosa di diverso, questa volta. Non un semplice caso. Non una reliquia. Ma una fame.
Una fame che attraversa i secoli, che muta forma e indossa abiti nuovi, ma resta sempre lì. Pronta a nutrirsi del bisogno umano più antico: credere in qualcosa. Qualcosa di più grande, di più puro. Di più terribile.
Un nuovo capitolo dell’Archivio Blackwood sta per essere scritto.
Le carte sono già state messe sul tavolo. Gli occhi di Edgar Blackwood hanno già letto troppo. E chi gli cammina accanto – vivo o morto che sia – sa che questa volta nessuno sarà risparmiato.
Le domande non riguardano più solo l’assassino. Ora riguardano ciò che stiamo invocando da generazioni, senza nemmeno saperlo.
Preparatevi. Un nuovo caso. Un nuovo abisso. E questa volta… l’Archivio potrebbe non riuscire a chiuderlo.
Non so dire quando è cominciato. Forse la prima volta che ho visto quegli occhi, gli occhi di Blackwood, fissi su un fascicolo che nessuno voleva riaprire. O forse è stato prima ancora, quando il silenzio stesso cominciò a cambiare forma. Non era più un’assenza. Era una presenza. Opprimente. In ascolto.
Ho seguito Edgar nei corridoi scrostati di un orfanotrofio abbandonato, nei sotterranei di un monastero in rovina, e tra le stanze sepolte di archivi dimenticati da Dio. Lui non lo sa, ma c’ero. Sempre un passo dietro. Quando accendeva un fiammifero nel buio, lo vedevo tremare più per abitudine che per paura. Quando leggeva ad alta voce nomi che nessuno avrebbe dovuto pronunciare, lo ascoltavo trattenendo il respiro.
Il Carnefice esiste. Non è un mito. Non è una leggenda nata dal sangue e dalla polvere. È carne che si è fatta simbolo. È giudice di qualcosa che abbiamo cercato troppo a lungo di ignorare. Ma chi lo ha evocato davvero? E perché ogni passo che facciamo per fermarlo sembra solo avvicinarci di più all’abisso?
Nel cuore della storia, il silenzio diventa protagonista. Un silenzio che uccide, che giudica, che lascia cicatrici nei luoghi dove è passato. Non so come finirà. So solo che il tempo stringe, e le voci che abbiamo ignorato troppo a lungo stanno tornando.
Certe morti non sono solo delitti. Sono simboli. Sono segnali tracciati con il sangue, destinati a chi sa leggere tra le righe di un corpo abbandonato, o nel gelo di una stanza sigillata.
Nel cuore di Il Carnefice del Silenzio, l’omicidio si trasforma in rituale, in codice, in profezia. Ogni vittima è una parte di un disegno più grande, ogni silenzio forzato è un eco che parla a chi ha orecchie abbastanza dannate per ascoltarlo.
Chi è davvero il carnefice? Un semplice assassino o un messaggero antico, legato a una voce che affonda le radici in un culto perduto?
Nel romanzo, l’ispettore Edgar Blackwood si trova a decifrare molto più che indizi: deve comprendere una lingua dimenticata, fatta di simboli, mutilazioni e silenzi rituali. Ma c’è di più. Ogni omicidio sembra risvegliare qualcosa che dormiva… nel cuore stesso di Londra.
La domanda non è più solo chi uccide. Ma perché il silenzio è diventato la vera arma?
Se non avete ancora letto Il Carnefice del Silenzio, vi consiglio di prepararvi a un’indagine che non vi darà risposte facili. Perché in fondo, come dice Blackwood:
“Le verità sussurrate sono le uniche a sopravvivere ai secoli.”
Il Vangelo delle Ombre sta per raggiungere la stampa! Abbiamo superato le 250 copie preordinate, ma vogliamo accelerare l’editing e la pubblicazione finale.
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Playlist gotica per scrittori (e lettori) dell’Archivio Blackwood
Certe storie hanno bisogno del silenzio. Altre, invece, chiedono un sottofondo.
Quando scrivo, non cerco solo la parola giusta: cerco la vibrazione giusta. Una nota, un riverbero, un battito sommesso come un cuore nascosto sotto il pavimento (grazie Poe). E così, negli anni, ho costruito una playlist gotica personale, fatta di brani che si adattano alle atmosfere cupe e vittoriane dell’Archivio Blackwood.
Ecco alcune delle tracce che ascolto davvero, mentre scrivo o rileggo. Provale anche tu mentre leggi Il Vangelo delle Ombre o Il Carnefice del Silenzio.
1. “Dies Irae” – Mozart / Verdi / Gothic versions
L’ira divina ha sempre un posto d’onore in ogni possessione. Perfetto per le scene rituali o per quando la luce tremola e i simboli si risvegliano.
2. “Foggy Streets of London” – Gothic instrumental
Brani ambient ispirati alla nebbia e ai vicoli. Cercali con queste parole chiave su YouTube o Spotify: “Dark Victorian London ambient” / “Gaslight music” Ideale per i momenti in cui Blackwood cammina da solo, sigaro in bocca e ombre alle spalle.
3. “Omen” – The Omen Soundtrack / Jerry Goldsmith
Un classico che mette i brividi già dalle prime note. Sconsigliato a cuori deboli. Ottimo per le rivelazioni finali o le apparizioni.
4. “Ritual” – Wardruna / Dead Can Dance / Nox Arcana
Musica etnica o liturgica reinterpretata in chiave oscura. Ti farà pensare a candele accese, simboli tracciati col sangue, e libri che non dovrebbero essere letti.
5. “Mors Vincit Omnia” – Dark academic piano playlist
Una selezione di brani pianistici cupi ma malinconici. Perfetta per scrivere o leggere quei passaggi in cui la morte non fa paura, ma sembra quasi un sollievo.
Vuoi un’esperienza ancora più immersiva?
Apri Il Vangelo delle Ombre, metti le cuffie, e prova a leggere a lume di candela.
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Nel cuore dell’universo narrativo dell’Archivio Blackwood non ci sono solo omicidi rituali, sette oscure e simboli indecifrabili. C’è qualcosa di più antico, più fragile e allo stesso tempo più potente: i libri.
Spesso, nei miei racconti, i libri non sono semplici oggetti di scena. Sono strumenti di potere, portatori di verità scomode, porte verso l’indicibile. A volte bastano poche righe vergate su pergamena per cambiare il corso della storia. Altre volte, è la sola esistenza di un volume proibito a far vacillare la mente di chi lo trova.
Ecco alcuni dei volumi più emblematici comparsi nei miei romanzi.
Il Vangelo delle Ombre
Il più noto e allo stesso tempo il più temuto. Non è solo il titolo di un libro: è un oggetto reale nel mondo di Blackwood, un manoscritto rilegato in pelle annerita, segnato da croci antiche e lettere consumate. Le sue pagine non sono tutte leggibili. Alcune mutano, altre scompaiono. È un libro che sceglie chi può leggerlo, e che cambia chi osa farlo.
Il Diario di Vivian Ashcroft (Racconto inedito non ancora pubblicato)
Comparso ne Le Ultime Stanze di Millburn Asylum, è un quaderno pieno di schizzi, poesie deliranti e pagine strappate. Ma ogni frammento custodisce indizi sottili. Le sue annotazioni, scritte con grafia sempre più irregolare, raccontano una discesa nell’incubo. Un diario che è anche un testamento.
Codex Inversus
Citato di sfuggita in più racconti, si dice sia un libro scritto al contrario, da destra a sinistra, le cui frasi diventano comprensibili solo se lette allo specchio. Alcuni credono sia solo leggenda, altri che sia il testo originale da cui nacquero i rituali della Muta dei Santi. Nessuno sa dove si trovi. Forse è meglio così.
Lettere Nere
Non un libro, ma un insieme di messaggi mai spediti, raccolti in un fascicolo rilegato in cuoio, rinvenuto in un convento sconsacrato. I mittenti? Bambini scomparsi. I destinatari? Nessuno. Le parole? Piene di simboli, giochi fonetici, paure infantili. Un libro che non parla a chi lo legge, ma a chi lo ascolta.
Archivio B – Sezione Eretica
Nascosto tra i dossier ufficiali di Scotland Yard, questa sezione è ufficialmente inesistente. Ma esiste. È lì che Blackwood custodisce i casi più anomali, i documenti più impuri, le prove che nessun tribunale accetterebbe, ma che nessuna coscienza dovrebbe ignorare.
In un mondo dove la verità è spesso sepolta sotto veli di cenere e sangue, i libri restano testimoni silenziosi. Ma attenti: nei miei racconti, leggere può essere pericoloso. Perché alcune pagine non si limitano a raccontare. Alcune… osservano.
Non hai ancora letto Il Vangelo delle Ombre? Fino a fine campagna puoi ordinarlo su Bookabook. Per pochi giorni ancora con sconto del 30% usando il codice:
C’è un’oscurità che non ha bisogno di mostri per far paura. Basta la nebbia, il silenzio, un lampione che trema nel vento. Londra, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stata il palcoscenico ideale per ogni storia di orrore, mistero e occultismo. Ma perché proprio questa città, in questo periodo storico, continua a evocare brividi e fascino?
✦ Nebbia, gas e decadenza
Il cuore della capitale vittoriana batteva al ritmo delle lanterne a gas, dei cavalli che scalpitavano sul selciato umido, delle urla lontane nei vicoli. Non è un caso se molte delle storie più celebri del terrore gotico — da Dracula a Jekyll e Hyde, ai fantasmi del Tamigi — siano nate qui. Londra era viva, ma soprattutto vibrava di un’energia ambigua, contesa tra progresso e superstizione.
✦ La paura del cambiamento
L’era vittoriana fu un’epoca di grandi trasformazioni: scoperte scientifiche, rivoluzioni industriali, nuove teorie religiose e filosofiche. Ma con il cambiamento arrivarono anche il timore, la perdita di certezze, l’idea che qualcosa di antico e oscuro stesse per essere risvegliato. È su queste crepe che si innestano molte delle storie gotiche: il Male non è mai lontano, è solo in attesa.
✦ L’Archivio Blackwood e l’eco dell’oscurità
Ne Il Vangelo delle Ombre, seconda opera dell’Archivio Blackwood, ho voluto spingere ancora di più su questo senso di smarrimento e angoscia. L’ambientazione — Londra, dicembre 1888 — non è un semplice sfondo, ma una creatura vivente, fatta di scricchiolii, fumi, sguardi invisibili. I vicoli parlano. Le case tacciono. E il confine tra fede e follia si dissolve tra le pagine.
Se amate l’atmosfera decadente, i misteri senza tempo e le ombre che parlano, Il Vangelo delle Ombre vi condurrà proprio lì: dove la luce dei lampioni non arriva mai.
La campagna è ancora attiva! Manca poco al secondo traguardo che anticiperà la pubblicazione. Approfitta dello sconto del 30% usando il codice VANGELO30.
Quando si parla di campagne di crowdfunding per un libro, molti pensano solo a numeri, obiettivi da raggiungere e copie da vendere. Ma la realtà, per chi scrive, è molto diversa. È fatta di attese, speranze, dubbi, notti insonni e una domanda che ti perseguita ogni giorno: “Ce la farò?”
Con Il Vangelo delle Ombre, il mio secondo romanzo gotico, ho scelto di affidarmi a Bookabook, una piattaforma che permette agli autori di farsi pubblicare attraverso il sostegno diretto dei lettori. Niente scorciatoie. Nessuna raccomandazione. Solo parole che devono convincere, emozionare e colpire al cuore.
Quello che molti non vedono è la dedizione quotidiana che una campagna richiede. Ogni giorno significa:
Creare contenuti nuovi per i social.
Rispondere a domande e curiosità dei lettori.
Scrivere articoli, fare video, ideare immagini.
Tenere aggiornata la pagina del libro.
E soprattutto, non perdere mai la fiducia, anche quando i preordini rallentano.
Una corsa contro il tempo… e contro se stessi
L’obiettivo è semplice solo in apparenza: 200 copie per essere pubblicato. Ma non è solo una cifra. È una sfida personale. È mettere alla prova non solo il valore del libro, ma anche il legame con i lettori.
E in questa campagna ho scoperto una verità tanto amara quanto potente: spesso, il sostegno più forte arriva da chi non ti conosce. Da chi ha letto la sinossi, visto un post, ascoltato una frase letta ad alta voce… e ha deciso di crederci.
Questo, per un autore, vale più di mille strette di mano.
Cosa succede dopo le 200 copie?
Il libro verrà pubblicato. La redazione avvierà l’editing. L’opera entrerà in libreria. Ma la campagna non si ferma. C’è un secondo traguardo: le 250 copie. E se lo raggiungerò in anticipo, l’editing inizierà prima e il libro arriverà prima tra le vostre mani.
Per questo continuo a chiedere una mano, un gesto semplice: un preordine, oppure una condivisione. Perché ogni singola voce conta.
Il Vangelo delle Ombre è ancora in campagna su Bookabook. Mancano meno di 50 copie per il secondo step! Se vuoi aiutarmi:
C’è un confine sottile tra l’atto della scrittura e l’ossessione. Tra l’inchiostro e il sangue. Tra chi racconta e chi viene raccontato.
Nei corridoi dell’Archivio Blackwood, questo confine è spesso superato. I diari si scrivono da soli. Le lettere non arrivano mai. E i manoscritti… a volte sussurrano.
Ma questa non è solo finzione gotica. Esistono casi documentati, realmente accaduti, in cui la scrittura ha condotto alla pazzia, al silenzio eterno o a gesti inspiegabili.
Quando la penna scava nell’abisso
Nel 1865, lo scrittore britannico Richard Dadd, autore di poesie e schizzi fiabeschi, fu internato a Bethlem Hospital dopo aver ucciso il padre. Nelle sue lettere dal manicomio, scrisse che “l’inchiostro era la lingua di un altro”. Le sue opere più tarde erano fitte di simboli e calligrafie spezzate, come se il testo tentasse di fuggire da sé stesso.
Altri, come il gallese Reverendo Glynn, scomparso nel 1892, lasciarono dietro di sé centinaia di pagine scritte in una lingua inventata, sepolte sotto assi marce di una chiesa in rovina. L’unica frase tradotta: “Non è Dio che ascolta. È qualcun altro.”
L’ossessione del dettaglio
Molti scrittori, soprattutto nel XIX secolo, credevano che ogni parola possedesse una vibrazione. Alcuni stilavano le proprie opere in più copie, a mano, convinti che la macchina da stampa potesse “contaminare” il significato originale. Altri, come l’enigmatico autore di Il Codex Umbrae (volume mai ufficialmente pubblicato), annotavano le correzioni sulla pelle animale, anziché sulla carta, “per renderle vive”.
Questo tipo di follia ha ispirato anche la mia scrittura. Nei racconti dell’Archivio Blackwood esistono manoscritti che non si possono rileggere, lettere che cambiano testo da sole, preghiere scritte al contrario, e testamenti pieni di parole cancellate con sangue.
Sono simboli. Ma anche avvertimenti.
Chi scrive si consuma
Scrivere significa evocare. Richiamare alla luce qualcosa che non vuole essere visto. E, a volte, ciò che si evoca… guarda indietro.
Nel mondo dell’Archivio Blackwood, i manoscritti non sono semplici oggetti narrativi: sono portali. Mappe del trauma. Tracce della mente che ha osato troppo.
Chi scrive, lascia una parte di sé sulla pagina. Ma attenzione: non sempre si ha il permesso di riprenderla.
Il Vangelo delle Ombre è il nuovo romanzo gotico che prosegue l’indagine nelle ombre.
Un preordine può portare questo libro in tutte le librerie.
“Alcuni pensieri sono troppo bui per essere detti. Così li disegno.”
Nel cuore dell’Archivio non ci sono solo parole. Ci sono immagini. Ombre fissate su carta, evocazioni visive che sussurrano quello che la scrittura, a volte, non osa dire. Molti lettori mi chiedono: come nascono queste visioni? Le bambole cucite al contrario, i corridoi pieni di figure appese, le biblioteche coperte di muffa… Non esistono. Eppure esistono. Eccome se esistono.
Il punto di partenza: una frase interrotta
Spesso tutto nasce da una sola immagine mentale. O meglio, da una frase non detta. Una scena che non ho inserito nei libri, o che si muove dietro le quinte di un personaggio. Ad esempio, la “Bambola a Rovescio” nasce da una riflessione su un bambino che non ha mai ricevuto carezze. Così, l’unica cosa che può amare è qualcosa di sbagliato. Una bambola costruita all’inverso. Un errore d’affetto.
La costruzione visiva: atmosfera, simboli, omissione
Quando creo un’immagine, non penso solo a cosa si vede. Penso a cosa manca. Il gotico, per me, è arte dell’ellissi. Il dettaglio che non si mostra. L’ombra che sembra guardarti ma non ha volto. Ecco perché in molte immagini il soggetto è senza volto, girato di spalle, o nascosto. Come Blackwood stesso: sempre presente, eppure sempre sfuggente.
La simbologia: ogni immagine ha un significato nascosto
I cerchi rossi sulle mappe, le pagine che fluttuano nell’aria, i libri non aperti… Nulla è messo a caso. Ogni illustrazione è una stanza dell’Archivio. Ogni stanza ha una chiave. A volte la chiave è nascosta nel libro. A volte, solo nel tuo sguardo.
Il processo tecnico: tra ispirazione e scelta
Tecnicamente, uso strumenti che mi permettono di descrivere ogni dettaglio: dalla luce fioca di una candela, alla muffa che cola dagli scaffali. Il prompt iniziale è una frase gotica. Poi correggo, rifinisco, elimino. Ogni immagine passa almeno tre revisioni prima di essere pubblicata. Deve appartenere all’Archivio. Deve avere il tono giusto. Deve inquietare, non solo piacere.
Un universo che si costruisce con parole e visioni
L’obiettivo è sempre lo stesso: creare un mondo coerente e profondo. Non immagini casuali, non orrore estetico. Ma visioni che continuano il racconto. Anche quando chiudi il libro.
Ti piace questo tipo di viaggio nel buio? Il mio nuovo romanzo gotico è in crowdfunding su Bookabook. Ho raggiunto l’obbiettivo iniziale… ma puoi ancora farne parte.
La prima, nel silenzio di una stanza. È lì che si compone la trama, si scelgono le parole, si scavano i personaggi come se fossero ossa antiche. Ma un manoscritto, per quanto intenso, resta solo una voce chiusa in una bottiglia, finché qualcuno non decide di ascoltarla.
La seconda nascita avviene quando qualcuno – un lettore, un sostenitore, un curioso – sceglie di credere in quella voce. Di pre-ordinare un libro che ancora non esiste, ma che ha già un’anima. Di fidarsi, senza sapere ancora dove lo porterà quella storia.
Ecco perché il crowdfunding editoriale è qualcosa di più di una raccolta fondi. È un patto. Un gesto magico nel senso più puro: una formula che unisce autore e lettore, volontà e carta, immaginazione e realtà.
Sostenere un libro significa dire:
“Questa storia merita di esistere.”
Significa diventare parte della sua nascita.
Significa anche – nel caso de Il Vangelo delle Ombre – dare voce a chi non l’ha mai avuta: bambini dimenticati, sacerdoti in lotta contro il Male, ispettori logorati dal buio che indagano nei vicoli della Londra del 1888.
In questa campagna, ogni copia pre-ordinata è una lanterna accesa. E oggi, ne mancano meno di 12.
AIUTAMI A ILLUMINARE L’OMBRA
Il Vangelo delle Ombre è in campagna di crowdfunding con Bookabook. Se raggiunge l’obiettivo minimo, verrà pubblicato e distribuito in libreria.
Siamo vicinissimi: mancano meno di 20 copie. Anche solo condividere il link può fare la differenza.
Nei casi di possessione legati alla figura del Viaggiatore dell’Ombra, è stato segnalato un dettaglio inquietante che si ripete con una coerenza sinistra: alcuni bambini scomparsi lo avevano sognato prima di sparire. Altri, liberati in extremis, riportano visioni simili tra loro, come se attingessero a uno stesso pozzo.
Le frasi che ricorrono nelle lettere, nei deliri, nei racconti sono sempre spezzate, incomplete, ma si avverte un’unica voce dietro le parole:
“Cammina sulla notte… e la notte si fa viva.”
“Ha una valigia piena di nomi.”
“Non ha ombra, ma lascia ombre negli occhi.”
Padre Quinn ha raccolto, negli anni, testimonianze di sogni condivisi, tracciando un profilo frammentato dell’entità nota come Viaggiatore. Nessuna delle vittime riesce a ricordare il volto. Alcuni lo chiamano “L’Uomo del Tempo Perduto”, altri solo “Lui”.
Sogni e segnali
Nel Vangelo delle Ombre, Edgar Blackwood entra nel cuore di un caso in cui questi sogni diventano chiave e condanna. Una bambina scrive con grafite rossa il nome “Viaggiatore” su una parete. Un altro piccolo ripete una filastrocca mai sentita prima. Una vedova posseduta pronuncia nomi che non dovrebbero esistere.
Ma il punto è uno solo: Il Viaggiatore li vede prima ancora che lo incontrino.
Una storia che sta per diventare libro
Tutti questi elementi – sogni, bambini scomparsi, lettere non spedite – non sono solo suggestioni. Sono il cuore oscuro del mio nuovo romanzo gotico: Il Vangelo delle Ombre, ambientato nella Londra del 1888.
Il libro è in campagna di crowdfunding con Bookabook, e siamo a meno di 20 copie dal traguardo.
Se raggiungiamo le 200 copie preordinate, sarà pubblicato, distribuito in libreria, e chi lo ordina lo riceverà per primo.
Se ti va di darmi una mano, anche solo condividendo il link, ecco dove sostenere la campagna:
La pioggia non ha mai smesso, da quando sono arrivato qui.
C’è un odore persistente di carta umida e ferro ossidato. Ogni porta che si apre in questa città sembra portare a un altro segreto, un altro sussurro dimenticato. Mi muovo con cautela tra i vicoli di Limehouse, tra le vetrate rotte delle cappelle abbandonate, sotto lampioni tremolanti che sembrano sul punto di spegnersi per sempre.
Ho con me una torcia, una pistola scarica e una pagina strappata da un manoscritto che non dovrebbe esistere. L’ho trovata in un confessionale bruciato, inchiodata con un pugnale rituale. Sopra, una scrittura tremante invoca qualcosa che non capisco — ma che sento.
L’aria è pesante. A volte ho l’impressione che le ombre abbiano un respiro. O che un sussurro, ripetuto abbastanza a lungo, possa spezzare la volontà di un uomo.
Ho incrociato lo sguardo di un uomo ieri notte, al bordo del Tamigi. Indossava un abito logoro da predicatore e parlava con qualcuno che non c’era. Quando si è accorto di me, ha solo sussurrato: “Non è un libro. È un invito.”
E in effetti Il Vangelo delle Ombre non si legge soltanto. Si attraversa. E chi lo fa, raramente ne esce illeso.
Un piccolo grande traguardo… ma serve ancora il tuo aiuto!
In meno di 4 giorni sono già state preordinate oltre 150 copie de Il Vangelo delle Ombre. Mancano meno di 50 copie per concludere la campagna di crowdfunding e portare il romanzo nelle librerie italiane grazie alla casa editrice Bookabook!
🎯 Se vuoi sostenere questo progetto gotico, oscuro e profondamente immersivo, puoi farlo preordinando ora la tua copia:
Molti lettori mi hanno chiesto da dove nasca questo personaggio cupo, tormentato, solitario. C’è chi lo ha paragonato a Sherlock Holmes, chi a Van Helsing, chi a un detective decadente uscito da un romanzo di Poe. La verità è che Edgar Blackwood non nasce da un solo volto, ma da molte ombre. Alcune reali, altre letterarie. Tutte profondamente umane.
Un detective figlio del proprio tempo
Blackwood vive nella Londra del 1888, tra nebbie e lampioni a gas, poco dopo i delitti di Jack lo Squartatore. È un uomo che crede nei fatti, ma che ha imparato – a sue spese – che non tutto può essere spiegato con la ragione. A differenza di altri ispettori del suo tempo, ha visto ciò che si cela oltre la superficie delle cose: possessioni, sette, oggetti maledetti. Ed è sopravvissuto.
In lui si fondono la disciplina dello scienziato e l’intuizione dell’occultista. È un razionalista che si è sporcato le mani con il sovrannaturale. È l’uomo moderno che guarda in faccia l’abisso, e continua a camminare.
Le ispirazioni letterarie
Blackwood è, senza dubbio, figlio di una lunga tradizione narrativa. Nella sua mente acuta e nei suoi metodi d’indagine riecheggiano le orme di Holmes. Ma a differenza del grande detective, Edgar non è immune al dubbio, all’angoscia, alla fragilità. Ha amato, ha perso. E porta con sé il peso dei fantasmi che ha incontrato.
Al tempo stesso, in lui si riflette l’archetipo dell’investigatore esoterico: un personaggio caro alla letteratura gotica, che non indaga solo su delitti, ma su verità proibite. In questo senso, Blackwood può essere visto come un erede spirituale di Carnacki, di John Silence, e persino di Abraham Van Helsing.
L’umanità dietro l’oscurità
Nonostante l’aura misteriosa, Blackwood resta un uomo. Ha abitudini precise, manie, un’insonnia cronica, un gusto per i sigari economici e per i libri antichi. Ha amici fedeli (come Declan O’Connor o il sergente Monroe), e nemici che lo conoscono nel profondo.
Il suo dolore non è spettacolare, ma profondo e silenzioso, come i pozzi che esplora nei suoi casi. Non cerca vendetta. Cerca risposte. E forse, nel cuore di ogni indagine, cerca anche una redenzione personale.
Campagna di Crowdfunding – Il Vangelo delle Ombre
Vuoi scoprire uno dei casi più inquietanti dell’Archivio Blackwood?
La campagna ufficiale di crowdfunding per il romanzo Il Vangelo delle Ombre è ora online con la casa editrice Bookabook. Ogni preordine – ebook o cartaceo – è un passo verso la pubblicazione definitiva e la distribuzione in tutte le librerie italiane.
In questi giorni carichi di emozioni, desidero prendermi un momento per ringraziare pubblicamente alcune persone e realtà che hanno deciso di sostenere e condividere la campagna di crowdfunding per il mio nuovo libro Il Vangelo delle Ombre, edito da Bookabook.
Un grazie sincero a:
🔹 @premiletterari – Per aver dato voce al mio progetto tra le loro storie e post, aiutandomi a raggiungere nuovi lettori. 🔹 @latelanera – Una realtà che seguo da tempo e che mi ha onorato con una menzione nelle sue pagine. 🔹 @gabri_libri – Per l’entusiasmo con cui ha presentato il mio romanzo e per la cura nel raccontarlo. 🔹 @lucindalibri – Per aver creduto nel mio lavoro e averlo condiviso con i propri lettori.
In un’epoca in cui l’editoria indipendente fatica a trovare spazio, ogni condivisione è un atto di resistenza culturale. Non lo dimentico. Il vostro supporto ha un valore enorme.
Il Vangelo delle Ombre – La Campagna è Online
Il mio nuovo libro è attualmente in campagna di crowdfunding con la casa editrice Bookabook. Ogni preordine è un passo fondamentale per portarlo nelle librerie italiane.
Se hai già preordinato, grazie di cuore. Se stai pensando di farlo, questo è il momento perfetto. E se ti va, condividi il link con amici, gruppi di lettura o chiunque ami le storie oscure, gotiche, e profonde.
La Londra vittoriana è un labirinto di nebbia, ombre e superstizioni. Ma, dietro ogni storia di fantasia che ho scritto, si cela un frammento di verità. Molti dei casi affrontati da Edgar Blackwood – possessioni, omicidi rituali, sette segrete – sono ispirati a documenti, articoli o eventi storici realmente accaduti. Ecco tre episodi che hanno alimentato le mie notti di scrittura.
1. L’Assassinio di Thomas Briggs (1864) – Il primo omicidio in treno
Nel luglio del 1864, Thomas Briggs fu trovato gravemente ferito su una carrozza di prima classe sulla North London Railway. Era stato rapinato e gettato fuori dal treno in corsa. Morì poche ore dopo. Il caso suscitò scalpore e diede il via al panico morale sulla sicurezza dei trasporti pubblici. Questo delitto, e il clima di paura che ne seguì, ispirarono alcune atmosfere presenti ne “Il Vangelo delle Ombre”, dove i luoghi chiusi (carrozze, camere, cripte) diventano trappole per l’anima.
2. Il Culto di Tichborne (1871) – Quando un impostore diventa messia
Il caso Tichborne fu un processo lunghissimo e mediatico che coinvolse un uomo che sosteneva di essere Roger Tichborne, erede disperso di una nobile famiglia. La sua causa divenne una sorta di religione popolare: folle di poveri lo sostennero, vedendolo come una figura redentrice. Questo caso ha ispirato il concetto di culto e cieca adorazione che serpeggia in “Il Carnefice del Silenzio”, dove la figura del “Redentore” viene venerata nonostante i suoi segni mostruosi.
3. Il Caso di Edward Pritchard (1865) – Il medico dell’agonia
A Glasgow, il dottor Edward William Pritchard fu accusato di aver lentamente avvelenato sua moglie e sua suocera con dosi crescenti di antimonio. La stampa lo definì “lo scienziato della sofferenza”, e il suo studio conteneva strumenti medici modificati, libri sull’alchimia e persino animali impagliati.
Il confine tra vero e immaginario
Ogni caso che studio e ogni documento che leggo si sedimenta nell’Archivio Blackwood. Il mio obiettivo non è mai solo spaventare, ma raccontare l’orrore nascosto nelle pieghe della realtà, nei dettagli dimenticati dalla storia ufficiale. Lì, in quelle ombre, nasce la mia scrittura.
📢 La campagna di crowdfunding per Il Vangelo delle Ombre è ora online con la casa editrice Bookabook.
Il libro fa parte dell’universo narrativo de L’Archivio Blackwood, ma può essere letto anche singolarmente. Ogni preordine è fondamentale per sostenere la pubblicazione definitiva del volume in Libreria.
Ovvero: cosa sarebbe successo se Blackwood avesse pubblicato davvero i suoi dossier?
La Londra vittoriana che fa da sfondo ai romanzi dell’Archivio Blackwood era una città di contraddizioni. In superficie, un impero elegante, ingessato dalla morale, dal progresso, dalla scienza. Ma sotto quel velo… c’era altro. C’erano i vicoli che non comparivano sulle mappe. Le case dove la luce non entrava mai. E soprattutto c’erano parole che non potevano essere scritte.
Nel XIX secolo, la censura inglese non era solo religiosa o morale: era istituzionale, e talvolta persino automatica. Bastava parlare di certi argomenti — stregoneria, eresia, culti devianti, possessioni, simboli — per essere considerati “scrittori pericolosi”.
Cosa sarebbe successo se Edgar Blackwood avesse pubblicato davvero i suoi dossier?
Questa è la domanda che attraversa ogni pagina dei miei libri. Blackwood, investigatore tormentato, non scriveva per intrattenere. Scriveva per mettere in guardia. Eppure i suoi rapporti, se davvero fossero esistiti, sarebbero stati immediatamente sequestrati, censurati, forse bruciati.
Come documenti “inadatti al pubblico”, sarebbero finiti negli archivi più nascosti di Scotland Yard o nei corridoi dimenticati del British Museum. In alcuni casi, non sarebbe bastato nasconderli: chi li leggeva, spariva. Come è accaduto a certi personaggi minori dei miei romanzi — bibliotecari, medici, giornalisti — che compaiono per pochi capitoli… e poi svaniscono nel nulla.
La scrittura come resistenza
Scrivere di occulto, di possessioni, di incubi che si muovono tra le strade ghiacciate di Londra, è sempre stato un atto di resistenza. Anche oggi. Perché ogni volta che affronto una nuova indagine di Blackwood, non penso solo alla trama. Penso a ciò che non si può dire, a ciò che verrebbe tagliato, e scelgo consapevolmente di lasciarlo sulla pagina.
Nessuna delle mie storie è davvero “autorizzata”. Sono dossier fittizi, certo, ma custodiscono paure vere. Paure che — anche oggi — qualcuno preferirebbe restassero sepolte.
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Ogni volta che qualcuno mi chiede da dove nascano i personaggi della saga, la mia risposta è sempre la stessa: nascono nel buio.
Non il buio della notte, né quello metaforico dell’anima… ma quel buio che c’è prima che si accenda la candela. Quando ancora non sai chi parlerà. Chi entrerà in scena. Chi lascerà il segno.
I personaggi dell’Archivio non li “invento”. Li incontro. A volte si presentano di colpo, con un nome e una voce ben definita. Altre volte arrivano in silenzio, attraverso una sensazione, un’ombra, un dettaglio fisico che poi prende forma.
Quando nasce un personaggio?
Di solito prima della trama. Mi viene un volto, o una frase. Uno sguardo. E allora comincio a chiedermi: chi è questa persona? Cosa porta sulle spalle? Perché mi guarda così?
Blackwood, per esempio, non doveva essere il protagonista. Doveva essere una figura secondaria. Ma ha bussato troppo forte alla porta. Troppo deciso. Come se dicesse: “O mi dai il caso… o mi prendo l’Archivio.”
Elias Monroe, invece, è nato da un suono. Una frase. Una parola che lo descriveva: “incrinato”. È da lì che ho ricostruito tutta la sua psicologia.
Di cosa sono fatti?
I miei personaggi non hanno biografie dettagliate da manuale di scrittura. Hanno ferite, segreti, colpe non dette. Non serve sapere dove sono nati. Serve sapere cosa li tiene svegli la notte.
Uso il loro passato come un vetro rotto. Alcuni frammenti emergono, altri restano sepolti. Ma ogni cosa che fanno deve riflettere qualcosa di quel vetro.
Una pagina, un battito
Scrivere di loro è un atto di ascolto. Quando scrivo un dialogo, non decido io cosa dicono. Lo scopro. Se un personaggio non parla, non lo forzo. So che lo farà al momento giusto. O che, forse, è già morto.
Se vuoi conoscere i volti, i sussurri, i segreti dei personaggi dell’Archivio… ora è il momento giusto.
🎉 È partita la campagna ufficiale di crowdfunding per il nuovo romanzo 📖 Il Vangelo delle Ombre — il nuovo libro gotico della saga, ora in prevendita!
Carissimi lettori, oggi non vi scrivo nei panni dell’Archivista, ma in quelli dell’autore.
Presto l’ebook de Il Vangelo delle Ombre verrà sospeso da Amazon, perché il libro sta per iniziare un nuovo cammino: una campagna di crowdfunding con la Casa Editrice Bookabook.
Perché una campagna? Per portare il libro in libreria fisica, nei punti vendita reali, tra gli scaffali veri. Un passo importante, che richiede un piccolo sforzo collettivo, ma che può fare una grande differenza.
Come funziona?
A breve vi fornirò un link ufficiale, attraverso il quale sarà possibile prenotare una copia (cartacea o ebook) del romanzo direttamente sulla piattaforma della casa editrice.
Anche una sola prenotazione dell’ebook, da parte vostra, sarà un passo fondamentale per sostenere il progetto.
E se vi andrà di condividere quel link con amici, lettori appassionati, amanti del gotico o semplici curiosi, ve ne sarò profondamente riconoscente.
L’Archivio Blackwood continua…
Nel frattempo, le pagine dell’Archivio non si fermeranno. I racconti, gli articoli, le immagini, altri Libri… tutto continuerà ad arrivare, ogni settimana, come sempre. Ma questa campagna è una soglia concreta, un’occasione vera per portare Blackwood fuori dall’ombra, oltre il digitale.
Grazie per essere parte di tutto questo.
A presto con il link ufficiale!
Claudio Bertolotti Autore de Il Vangelo delle Ombre
Come vi ho annunciato ieri, ho firmato ufficialmente con la casa editrice bookabook. Oggi voglio solo ribadirlo con forza: non vedo l’ora di cominciare davvero.
Si tratta di un progetto editoriale diverso, coraggioso, basato sulla partecipazione dei lettori. A breve partirà la campagna di crowdfunding, e saranno necessari 200 preordini per poter stampare il libro e distribuirlo nelle librerie italiane.
Per questo avrò bisogno di tutto il vostro supporto. Chi mi ha seguito fino a qui, chi ha letto Le Ombre di Whitechapel, chi si è addentrato ne Il Vangelo delle Ombre, ora può aiutare queste storie (Il Vangelo delle Ombre, nello specifico) a fare il salto che meritano.
Sono profondamente motivato. Questo è un nuovo capitolo, una nuova soglia da attraversare. E come sempre, non sarà Blackwood ad attraversarla da solo.
Vi aggiornerò non appena la campagna sarà online. Nel frattempo… grazie. Per esserci. Per restare. Per credere.
Con grande emozione vi annuncio che da oggi Il Vangelo delle Ombre e L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini non saranno più disponibili in versione cartacea su Amazon.
Questo perché inizia per me un nuovo percorso editoriale: una collaborazione con la casa editrice bookabook, una realtà che promuove libri attraverso il sostegno diretto dei lettori, grazie a un sistema di crowdfunding culturale.
Cosa significa?
A breve partirà una campagna ufficiale durante la quale sarà possibile preordinare il libro.
L’obiettivo da raggiungere è di almeno 200 copie preordinate. Se verrà raggiunto, il romanzo sarà pubblicato e distribuito nelle librerie di tutta Italia.
Perché questa scelta?
Perché credo nella forza del progetto Blackwood.
Perché voglio dare a questa storia, ai suoi misteri, ai suoi simboli, ai suoi personaggi… una casa più ampia. Un orizzonte più grande.
E perché molti di voi, in questi mesi, mi hanno chiesto se un giorno mi avrebbero trovato in libreria.
La risposta è: ora può accadere davvero.
Quando la campagna partirà, vi aggiornerò con tutti i dettagli. E, se vorrete essere parte di questa avventura, il vostro supporto sarà fondamentale.
Grazie per essere arrivati fin qui.
Il Viaggiatore dell’Ombra non è l’unico a lasciare tracce.