Quando si parla di vampiri, il pensiero corre subito a Dracula. È comprensibile, ma storicamente sbagliato.
Prima di Bram Stoker, prima dei canini affilati e delle bare nella cripta, c’è stato un uomo elegante, aristocratico, freddo. E soprattutto: letterario.
Il primo vero vampiro della narrativa moderna nasce nel 1819, e porta la firma di John Polidori.
Il vampiro prima del folklore
Prima di Polidori, il vampiro era una creatura folklorica:
un morto gonfio, contadino, legato alle superstizioni dell’Europa orientale.
Non seduceva. Non parlava. Non entrava nei salotti.
Con Il vampiro, tutto cambia.
Lord Ruthven, il protagonista, è:
- affascinante,
- colto,
- socialmente inattaccabile,
- moralmente vuoto.
Non è un mostro che irrompe nella civiltà.
È la civiltà stessa, con il volto del predatore.
Un’idea nata in una notte famosa
Il racconto nasce durante l’estate del 1816, la celebre “estate senza sole”, nella villa sul lago di Ginevra dove soggiornavano Byron, Mary Shelley e Percy Shelley.
Una sfida letteraria.
Un gioco.
Mary Shelley scrive Frankenstein.
Polidori scrive Il vampiro.
Uno diventa un mito universale.
L’altro viene per decenni attribuito a Byron, quasi cancellando il suo autore.
Un’ironia crudele, perfettamente in tema.
Il vampiro come metafora sociale
Il vampiro di Polidori non uccide solo per nutrirsi.
Consuma reputazioni, affetti, fiducia.
È un parassita dell’anima, non del sangue.
Qui nasce una linea che attraversa due secoli di narrativa:
- il vampiro come aristocratico,
- come figura del potere,
- come predatore integrato nel sistema.
Senza Polidori:
- non esiste Dracula,
- non esiste il vampiro romantico,
- non esiste il vampiro “rispettabile”.
Perché è ancora attuale
Il vampiro moderno non vive più nei cimiteri.
Vive nei salotti, nelle istituzioni, nei rapporti asimmetrici.
Polidori lo aveva capito prima di tutti:
il vero orrore non è il soprannaturale,
ma l’umano quando smette di provare empatia.
È per questo che Il vampiro non è solo un testo storico.
È un’origine.
Una frattura.
Ed è da lì che tutto comincia.
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