Come si crea un incipit efficace

(e perché non è solo “la prima frase”)

Un incipit non è un inizio qualsiasi.
È una promessa.

Non promette la trama completa.
Non promette spiegazioni.
Promette direzione.

Un buon incipit non deve raccontare tutto.
Deve far capire al lettore che vale la pena restare.


Cos’è davvero un incipit

Molti autori confondono l’incipit con:

  • una frase d’effetto
  • un evento shock
  • una descrizione atmosferica

In realtà l’incipit è una posizione narrativa.

Serve a stabilire:

  • il tono
  • il ritmo
  • il punto di vista
  • il tipo di conflitto che emergerà

Se l’incipit è incoerente con il resto del testo, il lettore lo percepisce subito.


Quanto deve essere lungo un incipit?

Non esiste una regola rigida, ma esistono medie utili.

Per narrativa contemporanea:

  • 800–1500 parole è una lunghezza solida per un primo segmento narrativo.
  • Se si tratta di un progetto editoriale o di una proposta, spesso vengono richiesti 5–10 cartelle (circa 9.000–18.000 caratteri).

Per esercizi brevi o progetti collettivi:

  • 1.500–3.000 caratteri possono bastare per creare tensione e atmosfera.

L’importante non è la lunghezza.
È la densità narrativa.

Un incipit efficace non spreca spazio.


Cosa deve fare un incipit (senza spiegare troppo)

Un incipit funziona quando:

  • introduce un’anomalia
  • suggerisce un conflitto
  • crea una domanda implicita
  • evita spiegazioni premature

Non deve chiarire tutto.
Deve creare un lieve squilibrio.

Il lettore non deve capire ogni dettaglio.
Deve percepire che qualcosa non è stabile.


Errori comuni negli incipit

  1. Spiegare troppo presto
  2. Inserire backstory eccessiva
  3. Forzare un colpo di scena artificiale
  4. Usare frasi generiche (“Non avrei mai immaginato che…”)
  5. Iniziare con descrizioni neutre senza tensione

Un incipit non è un riassunto.
È un varco.


L’incipit come selezione naturale

Un incipit efficace non deve piacere a tutti.
Deve attirare il lettore giusto.

Ogni apertura seleziona.
E questa è una cosa positiva.

Un testo che non prende posizione all’inizio rischia di non prenderla mai.


È in corso il Progetto Incipit

Proprio per questo è nato il Progetto Incipit:
un’iniziativa pensata per lavorare sugli inizi, testarli, analizzarli e trasformarli in racconti strutturati.

L’incipit è il momento in cui tutto è ancora possibile.
Ma è anche il punto in cui molti testi si fermano.

Scrivere un buon inizio non è fortuna.
È metodo.

E il metodo si costruisce.

Potete seguire il “progetto incipit” sul mio profilo Facebook: https://www.facebook.com/?locale=it_IT .


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Un incipit non è una storia

Il nuovo progetto narrativo tra scrittura, trasformazione e responsabilità

Un incipit è una soglia.
Non è una storia, non è un racconto, non è nemmeno una promessa: è una direzione possibile.

Da questa idea nasce il mio nuovo progetto narrativo, che unisce scrittura, partecipazione e trasformazione consapevole del materiale creativo.

Il progetto prevede la realizzazione di un libro di racconti, composto da due anime distinte ma dialoganti:

  1. Racconti inediti scritti interamente da me, autonomi, completi, pensati come opere narrative a sé.
  2. Mini racconti nati dagli incipit proposti dai lettori, sviluppati e conclusi da me in forma narrativa compiuta.

Come funziona il progetto

Periodicamente pubblicherò un incipit: una frase, un’idea, un’apertura narrativa.
Chi vorrà potrà rispondere proponendo il proprio incipit, breve e concentrato.

Tra quelli ricevuti ne selezionerò tre, sulla base di criteri narrativi precisi:

  • forza evocativa
  • potenziale di sviluppo
  • coerenza tematica
  • originalità dell’immagine iniziale

Da ciascun incipit selezionato nascerà un mini racconto completo, scritto da me, che entrerà a far parte del libro.

Alla fine di ogni racconto verrà esplicitamente ringraziata la persona che ha fornito l’incipit, con nome e cognome, come riconoscimento dell’idea iniziale.

Non è un concorso. Non è un gioco.

Questo punto è fondamentale.

Il progetto:

  • non è un concorso letterario
  • non è una gara
  • non è un esercizio di scrittura collettiva improvvisata

È un lavoro narrativo strutturato, che confluirà in una pubblicazione reale.
Per questo motivo, chi verrà selezionato verrà contattato via mail per una autorizzazione scritta, semplice e trasparente, che permetta di lavorare in modo corretto, tutelando tutte le parti coinvolte.

Scrivere significa anche assumersi una responsabilità editoriale.
Questo progetto nasce proprio da questa idea: trasformare una scintilla in una forma compiuta, senza confondere i ruoli.

Perché questo progetto

Viviamo in un’epoca in cui le idee circolano velocissime, ma raramente vengono portate fino in fondo.
L’incipit è spesso la parte più facile. Il finale, la tenuta narrativa, la coerenza interna sono il vero lavoro.

Questo progetto vuole mostrare:

  • come nasce davvero una storia
  • come si lavora su un’idea grezza
  • cosa significa trasformare un’intuizione in racconto

Non per insegnare, ma per rendere visibile il processo.


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