La mappa perduta del Viaggiatore: misteri irrisolti nel Vangelo delle Ombre

Ogni storia gotica ha i suoi non detti. Il Vangelo delle Ombre non fa eccezione.

Tra simboli che ritornano, preti che non sono ciò che sembrano, si estende una mappa invisibile tracciata non su carta, ma nelle crepe della psiche e negli spazi vuoti tra le scene. Non parlo di mappe geografiche, ma di percorsi oscuri che Blackwood attraversa senza rendersene conto fino all’ultimo capitolo. Percorsi che, una volta riletti, lasciano presagire che nulla era casuale.

Ecco alcune coordinate simboliche che, se connesse tra loro, disegnano il possibile disegno del Viaggiatore.

1. Kensington: la falsa quiete

Il cuore dell’alta borghesia vittoriana, la facciata perfetta che nasconde l’Innominabile. Qui, le prime crepe nella realtà. La casa dei Fairweather è più di una semplice dimora: è un varco. Chi varca quella soglia entra in contatto con una realtà già contaminata.

2. St. Bartholomew: sangue e candele

La chiesa che avrebbe dovuto proteggere è diventata testimone di un rituale abortito. Il sangue sacro versato non è stato un errore. Era necessario. Forse la liturgia incompiuta attende ancora un completamento.

3. La Canonica e il Diario

Le riflessioni di Padre Quinn (conservate in appendice al Diario di Blackwood) fanno luce su connessioni mai del tutto chiarite. La fede, la colpa e il dubbio si intrecciano come sentieri su una mappa tracciata con lacrime e cenere.

4. Il simbolo del Viaggiatore

Quante volte compare, in forme diverse? Sulle pareti, negli occhi dei posseduti, persino nei sogni. Un cartiglio inciso nel subconscio del lettore stesso. È davvero solo un simbolo?

Una mappa fatta d’ombre

Questa mappa non ha nord, né bussola. È un sistema circolare. Chi la segue non arriva mai a destinazione, ma si perde in se stesso. E forse è questo che voleva il Viaggiatore: farci dubitare della realtà, del tempo lineare, della coerenza degli eventi.

Nel Vangelo delle Ombre, non tutto si chiude. Ma ogni vuoto ha una voce, e ogni ombra proietta un disegno.

Forse non abbiamo ancora visto tutto. Forse certi segreti attendono solo di essere osservati da un angolo diverso, da una luce più tremolante. O forse, come ogni vera mappa occulta, anche questa brucia se la si guarda troppo a lungo.

Una lanterna appesa illumina debolmente una mappa logora su un tavolo in pietra, all'interno di una cripta gotica; l’atmosfera è oscura e misteriosa, con ombre che si allungano tra pareti di pietra scolpite da simboli antichi.

Giveaway gotico – Vinci una copia gratuita de L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini

Hai amato Le Ombre di Whitechapel? Sei stato catturato da Il Vangelo delle Ombre?
Allora questa è la tua occasione: sto regalando una copia in brossura (bianco e nero) del volume speciale “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini”, che unisce i due romanzi in un’unica edizione.

Ma attenzione: per partecipare è necessario seguire dei passaggi precisi tramite Instagram.

Come funziona il giveaway?

Entro mercoledì 4 giugno 2025, verrà estratta una persona tra tutti i partecipanti che riceverà a casa gratuitamente il volume in brossura.
La spedizione è inclusa. Non è richiesto alcun acquisto.

Requisiti per partecipare (obbligatori)

Per partecipare correttamente, è necessario avere un profilo Instagram attivo e seguire questi tre passaggi:

1.  Vai su Instagram e segui il profilo ufficiale: @archivio_blackwood

2. ❤️ Metti “Mi piace” al post del giveaway che trovi su quella pagina

3. ✍️ Commenta quel post taggando @autoreclaudiobertolotti

Solo i commenti sotto il post Instagram con il tag corretto verranno considerati validi per l’estrazione.

Cosa si vince?

Il premio è una copia omaggio in brossura (bianco e nero) del libro:

L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini
Un volume unico che contiene:

Le Ombre di Whitechapel

Il Vangelo delle Ombre

Immagini inedite e appendici inedite

Due romanzi gotici, investigativi, oscuri e misteriosi… in un’unica edizione.

Link utili

Il Vangelo delle Ombre

Ebook:

Brossura:

L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini

Brossura economica:

Copertina rigida illustrata a colori:

Sito ufficiale:

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Se non hai Instagram, purtroppo non puoi partecipare a questo giveaway specifico, ma ne verranno altri anche qui sul sito o su Facebook.

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Buona fortuna, e che l’oscurità vi guidi…

alt="Copertina gotica de L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini davanti a un cimitero nebbioso, con la scritta Partecipa al Giveaway Gotico – Vinci una copia gratuita"

Quando la città dorme: la Londra silenziosa del primo Archivio

C’è una Londra che non esiste più.
Una Londra che inizia dove finiscono i giornali del mattino, quando il battito dei passi si perde tra la nebbia e le campane tacciono.

È la Londra che Edgar Blackwood attraversa ogni notte.
Vicoli tra mura sudice, lanterne che oscillano su archi gotici, pioggia che cola lungo grondaie arrugginite.
Una città che non dorme: semplicemente finge di farlo.

Il silenzio in queste strade non è mai totale. C’è sempre qualcosa che scricchiola. Un’insegna che ondeggia.
Un cigolio lontano di carrozza o il lamento sommesso del vento.
In quell’apparente immobilità, l’Archivio respira.
Ogni dossier, ogni fascicolo recuperato nel primo volume — Le Ombre di Whitechapel, Il Vangelo delle Ombre — è stato trovato proprio in questa penombra: non nell’urgenza del giorno, ma nel tempo delle cose taciute.

Londra non è solo un’ambientazione.
È un personaggio che osserva e che nasconde.

Ed è di notte, quando la città si svuota, che mostra i suoi segreti più profondi.

L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini è disponibile in due edizioni:
Brossura B/N:
Copertina rigida illustrata a colori:

Oppure scopri Il Vangelo delle Ombre da solo:
eBook Kindle:
Versione cartacea:

Veduta gotica e notturna di una chiesa avvolta nella nebbia, con una figura solitaria di spalle — Edgar Blackwood — che si dirige verso l’ingresso illuminato da un tenue bagliore sacro. L’atmosfera è cupa, silenziosa e carica di presagi.

Scrivere un romanzo gotico investigativo: dietro le quinte de L’Archivio Blackwood – Le Origini

Ogni storia ha un’origine, e quella dell’Archivio Blackwood affonda le sue radici in una nebbia fitta di appunti, mappe, sogni e ossessioni.

Quando ho iniziato a scrivere Le Ombre di Whitechapel, non sapevo ancora che sarebbe nato un intero archivio. Ma sentivo che Edgar Blackwood non era solo un personaggio: era una voce che voleva parlare. Voleva indagare.

Documentarsi nell’Oscurità

Costruire un’indagine ambientata nel 1888 non significa solo studiare la Londra vittoriana, i giornali dell’epoca o la struttura di Scotland Yard. Significa ascoltare l’atmosfera. Per ABVO ho consultato cronache dell’epoca, libri di folklore, testimonianze su Jack lo Squartatore, e testi occulti scritti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Ma il vero cuore pulsante del lavoro è stato: come far convivere il metodo investigativo con l’ignoto?

L’equilibrio tra ragione e orrore

Un romanzo gotico non è solo buio, pioggia e candele tremolanti. È un’ombra che si insinua nella mente del lettore, senza mai svelarsi del tutto. In ABVO ho cercato un equilibrio costante tra logica e terrore, tra razionalità e superstizione.

Blackwood indaga, osserva, annota. Ma intorno a lui tutto vacilla. L’orrore non si rivela mai con chiarezza: si lascia solo intuire.

L’archivio, un mondo vivo

L’idea di trasformare ogni indagine in un dossier è nata quasi per gioco. Ma col tempo è diventata la chiave di tutto. Un archivio è silenzioso, ma ogni fascicolo trattiene la voce di chi l’ha scritto, e il dolore di chi è scomparso.

Ogni lettore, aprendo queste pagine, non legge solo una storia. Sfoglia prove, lettere, indizi e segreti. Come se Blackwood stesso avesse lasciato tutto perché qualcuno, un giorno, potesse capire.

Copertina promozionale per “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini” di Claudio Bertolotti, con i due volumi (copertina rigida illustrata e brossura in bianco e nero) su sfondo scuro gotico. Testo evidenzia le due edizioni disponibili.

L’abito dell’ispettore Blackwood

Ci sono uomini che entrano in una stanza in silenzio, eppure la riempiono.
Non per il tono della voce, né per l’autorità formale, ma per ciò che indossano. O meglio: per come lo indossano.

L’ispettore Edgar Blackwood non è un eroe da vetrina. Il suo cappotto è troppo logoro per l’eleganza, troppo pesante per la moda, troppo impregnato di pioggia e fumo per chi vive all’asciutto.
Eppure è quel cappotto che lo precede. Che lo annuncia, come una figura uscita da un archivio che nessuno ha mai chiesto di aprire.

Ogni piega racconta una notte.
Ogni bottone cucito a mano tiene insieme un caso irrisolto.
Il colletto rialzato non è stile: è protezione. Dal freddo, dagli sguardi. Dai ricordi.

Il sigaro che fumaeconomico, mai aromatico — è più una museruola che un vizio. Lo tiene occupato, lo isola, lo frena. È la brace che si consuma mentre intorno tutto resta oscuro.

Blackwood non ha bisogno di presentazioni.
Il suo abito, il suo passo lento, la sua presenza tra le ombre parlano prima di lui.
E quando si ferma, davanti a una porta, davanti a un corpo, davanti a un nome… è sempre il cappotto a muoversi per primo.

Quello non è un indumento.
È un archivio addosso.

Edgar Blackwood sotto la pioggia davanti a una chiesa gotica di Londra

Perché Dracula? La scelta di un nemico immortale

Nel costruire il primo volume Le Ombre di Whitechapel ci si è trovati davanti a una domanda antica quanto la narrativa stessa: contro cosa combatte davvero il nostro protagonista?

Non bastava un assassino. Non bastava un rituale.
Occorreva un’ombra più grande, più profonda. Qualcosa che fosse insieme reale e irreale, concreta ma avvolta nel mistero. Un male che non si limitasse a colpire il corpo, ma che potesse insinuarsi nelle pieghe della mente e nella memoria stessa di una civiltà.

È qui che nasce la scelta: evocare Dracula.

Non il Dracula da manuale, non il mostro da cinema, ma il simbolo di ciò che l’Ottocento temeva di più: la decadenza mascherata da nobiltà, la superstizione che ritorna, la contaminazione dell’invisibile.
Dracula diventa, in questo contesto, un’eco. Non serve vederlo per sapere che c’è. Come un sussurro nei corridoi del potere o una goccia d’inchiostro nero versata su un documento classificato.

In Le Ombre di Whitechapel, primo dei due dossier raccolti nel volume L’Archivio Blackwood Volume I – Le Origini, la sua presenza è un’influenza, un’infezione sotterranea. L’ispettore Blackwood non insegue solo degli indizi: insegue un pensiero antico, una minaccia senza volto che si riflette nei simboli, nei culti, nei riti.

Ecco perché Dracula.
Perché più di ogni altro rappresenta il nemico definitivo di un uomo razionale.
Perché sopravvive ai secoli, muta, si adatta e torna.
E perché ogni archivio, prima o poi, contiene qualcosa che sarebbe dovuto restare sepolto.

Libro Brossura B/N disponibile su Amazon

Libro copertina rigida a colori disponibile su Amazon

Perché Blackwood non dimentica – Il tema della memoria nell’Archivio

Ci sono investigatori che archiviano i casi.
E poi c’è Edgar Blackwood, che li colleziona.

Ogni fascicolo dell’Archivio Blackwood è più di una cronaca nera: è una ferita, un frammento, un dubbio mai estinto. Nei due romanzi che compongono i L’archivio Blackwood – Volume I: Le Origini, ciò che lega i misteri di Whitechapel e il Viaggio nel sangue è proprio la memoria.

Non si tratta solo di risolvere. Si tratta di ricordare.
Per Blackwood, archiviare un caso è come inchiodarlo al tempo. Ogni dettaglio, ogni indizio, ogni volto incontrato… nulla viene davvero lasciato indietro.
Perché? Perché dimenticare, nel suo mondo, equivale rischiare che l’Ombra ritorni.

Nelle sue stanze — sempre immerse in nebbia e odore di carta umida — Blackwood conserva tutto: lettere, schizzi, annotazioni. Come se temesse che, un giorno, ciò che ha già affrontato possa risvegliarsi.
E forse, in parte, ha ragione.

Per questo l’Archivio esiste.
Per questo L’archivio Blackwood Volume I Le origini è più di una semplice raccolta: è una battaglia contro l’oblio.

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Una lettera mai inviata

Dal fondo di un dossier impolverato, è riemersa una lettera che non fu mai spedita. Non è firmata, né datata, ma il tono e la calligrafia appartengono a Edgar Blackwood. Destinatario: Declan O’Connor. Contenuto: una confessione.

Declan,

scrivere il tuo nome è come scalfire il ghiaccio con le dita nude. Fa male.
Non perché non voglia ricordarti, ma perché ogni sillaba che ti riguarda sembra ferire la pelle più sottile che mi resta: quella dell’anima, quella della colpa.

Ti sei sempre fatto carico del peso degli altri. Hai scherzato anche nel fango, hai stretto mani che io non avrei mai toccato, hai seguito la mia ombra nei vicoli peggiori di Londra senza chiedermi mai “perché”.
E io, maledetto me, ti ho lasciato fare. Ti ho tenuto accanto come si tiene una lanterna accesa in un corridoio buio: non per affetto, ma per non inciampare. E ora, senza di te, ogni passo è un colpo secco contro il pavimento.

Non c’eri alla mia destra quando ho aperto il fascicolo successivo. Non c’eri a stringere il sigaro tra le dita, a borbottare che “questo caso puzza peggio del Tamigi”. Non c’eri, ed è lì che ho capito quanto fossi necessario.
Non per il lavoro.
Per me.

Mi è rimasta la tua voce nelle orecchie. Il tuo modo di chiamarmi, con quel tono che non era né rispetto né scherno, ma una via di mezzo perfetta che solo tu sapevi usare.
Mi è rimasto il tuo sangue sulle mani, e non riesco a lavarlo. Non ancora.

Ti prometto una cosa, vecchio amico: non dimenticherò.
E non perdonerò.
Il Viaggiatore pagherà.

Con o senza Dio, con o senza redenzione, verrà il momento in cui la tua morte sarà vendicata.
E allora potrai finalmente riposare.

E io forse… respirare.

— E.B.

Bianco e nero o colore? Le due anime di ABVO – L’Archivio Blackwood Volume I: Le Origini

Ogni archivio custodisce i suoi segreti in modo diverso. Alcuni su carta ingiallita e fragile, altri su pergamene incise con simboli che il tempo non ha mai osato cancellare. L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini non fa eccezione: è un dossier doppio, eppure profondamente unico, diviso tra due edizioni che raccontano la stessa storia… con occhi diversi.

La brossura è pensata per i lettori che vogliono tuffarsi nel cuore dell’indagine. Stampata in bianco e nero, raccoglie Le Ombre di Whitechapel e Il Vangelo delle Ombre in un unico volume compatto, elegante, essenziale. Perfetta per chi cerca la sostanza, per chi segue le tracce lasciate sul selciato umido della Londra vittoriana.

La copertina rigida illustrata, invece, è un viaggio visivo. Ogni pagina a colori restituisce il gusto di un archivio dimenticato, tra immagini rare, frammenti rituali e dettagli gotici. È pensata per collezionisti, appassionati, per chi desidera possedere non solo una storia… ma un oggetto da conservare.

Entrambe le edizioni contengono gli stessi due racconti integrali. Cambia l’esperienza. Cambia il modo in cui la polvere dell’Archivio si posa tra le mani.

🔎 Quale versione sceglierai?


📘 Brossura (bianco e nero)
📕 Copertina rigida (a colori)

PS: Ho abbreviato L’Archivio Blackwood Volume I le Origini in “ABVO” ! Altrimenti non ci stava nell’immagine!

Sono arrivati I Dossier dell’Archivio Blackwood

Disponibile ora su Amazon: “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini”

Siamo felici di annunciare la pubblicazione ufficiale de L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini, la raccolta inedita che inaugura la serie dei Dossier dell’Archivio Blackwood. Un volume speciale che raccoglie i primi due romanzi della saga:
Le Ombre di Whitechapel” e “Il Vangelo delle Ombre“, con contenuti esclusivi e scene finali inedite.

Per la prima volta i lettori potranno immergersi nelle origini dell’ispettore Edgar Blackwood, tra misteri vittoriani, antiche reliquie e orrori sepolti nella nebbia di Londra.

Purtroppo ho sbagliato a digitare il titolo su amazon scrivendo "L'archivio Blackwood Capitolo I Le origini" anziché "Volume I" come sul libro! Quindi nella ricerca su internet viene trovato come "L'archivio Blackwood Capitolo I Le origini". Non c'è modo di modificarlo, mi scuso con i lettori! 

Il libro è ora disponibile in formato:

Brossura su Amazon: Acquista ora

Copertina rigida: Acquista ora

Un’edizione imperdibile per i collezionisti, i fan dell’occulto e tutti coloro che desiderano scoprire come tutto è cominciato. Ogni pagina è un dossier, ogni indagine una discesa nell’ombra.

Sei pronto a entrare negli archivi?