✍️ Scrivere con metodo: l’importanza di una buona scaletta narrativa

Ogni storia coinvolgente ha una struttura invisibile che la sorregge: la scaletta.
Molti autori iniziano con entusiasmo a scrivere il primo capitolo, per poi perdersi tra personaggi, sottotrame e colpi di scena non pianificati. È proprio qui che entra in gioco una buona scaletta strutturata, capace di trasformare un’idea in un romanzo coerente, avvincente e ben costruito.

Perché la scaletta è fondamentale

Una buona scaletta:

Ti evita blocchi narrativi e contraddizioni

Ti permette di bilanciare i tempi narrativi tra azione, mistero, introspezione e svolte

Ti aiuta a gestire sottotrame e intrecci complessi

Mantiene la coerenza tonale e stilistica dalla prima all’ultima pagina

Come si struttura una buona scaletta

1. Definisci l’ossatura generale

Ogni storia ha un inizio, uno sviluppo e una fine, ma per funzionare deve contenere:

Un incipit atmosferico (ambientazione, tono, presagi)

Uno o più eventi scatenanti

Una serie di complicazioni crescenti

Un climax

Una risoluzione (anche parziale, se la saga continua)

2. Organizza i capitoli

Un romanzo ben strutturato alterna momenti lenti e riflessivi a scene forti, rivelazioni, conflitti.
Ogni capitolo dovrebbe contenere:

Una scena di apertura immersiva

Uno sviluppo con nuovi elementi (indizi, incontri, ostacoli)

Una chiusura che invogli a proseguire

Interludi: piccole pause cariche di significato

Gli interludi sono strumenti preziosi per:

Cambiare punto di vista (es. diario, documento, flashback)

Mostrare eventi paralleli al protagonista

Dare respiro alla narrazione senza spezzarla

Ben usati, rafforzano l’atmosfera e arricchiscono la trama con dettagli altrimenti inaccessibili.

Struttura delle scene: il dettaglio che fa la differenza

Ogni scena è un piccolo ingranaggio e va costruita con attenzione:

Luogo e tempo ben definiti

Obiettivo narrativo chiaro (cosa deve cambiare o rivelarsi)

Dialoghi funzionali ma naturali

Tensione e immagini evocative

La scaletta è viva: non è una gabbia, ma una mappa

Una scaletta non è rigida: può (e deve) evolversi durante la scrittura.
Ma averla significa sapere sempre dove si sta andando, anche quando si decide di deviare per una nuova ispirazione.

Scrivere senza scaletta può sembrare più libero… ma spesso porta solo a tornare indietro, tagliare pagine intere o perdere il filo.
Con una buona scaletta strutturata, ogni scena avrà un senso, ogni svolta sarà costruita, e il lettore si sentirà dentro un viaggio vero – e non in un labirinto senza uscita.

Vuoi vedere un esempio pratico?
Nel progetto Il Carnefice del Silenzio, ogni capitolo è costruito su una base narrativa predefinita: 6–8 scene con apertura atmosferica, sviluppo, sottotracce, climax e svolta.
Una struttura che aiuta a far convivere indagine, sovrannaturale e tensione.

Quando la città dorme: la Londra silenziosa del primo Archivio

C’è una Londra che non esiste più.
Una Londra che inizia dove finiscono i giornali del mattino, quando il battito dei passi si perde tra la nebbia e le campane tacciono.

È la Londra che Edgar Blackwood attraversa ogni notte.
Vicoli tra mura sudice, lanterne che oscillano su archi gotici, pioggia che cola lungo grondaie arrugginite.
Una città che non dorme: semplicemente finge di farlo.

Il silenzio in queste strade non è mai totale. C’è sempre qualcosa che scricchiola. Un’insegna che ondeggia.
Un cigolio lontano di carrozza o il lamento sommesso del vento.
In quell’apparente immobilità, l’Archivio respira.
Ogni dossier, ogni fascicolo recuperato nel primo volume — Le Ombre di Whitechapel, Il Vangelo delle Ombre — è stato trovato proprio in questa penombra: non nell’urgenza del giorno, ma nel tempo delle cose taciute.

Londra non è solo un’ambientazione.
È un personaggio che osserva e che nasconde.

Ed è di notte, quando la città si svuota, che mostra i suoi segreti più profondi.

L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini è disponibile in due edizioni:
Brossura B/N:
Copertina rigida illustrata a colori:

Oppure scopri Il Vangelo delle Ombre da solo:
eBook Kindle:
Versione cartacea:

Veduta gotica e notturna di una chiesa avvolta nella nebbia, con una figura solitaria di spalle — Edgar Blackwood — che si dirige verso l’ingresso illuminato da un tenue bagliore sacro. L’atmosfera è cupa, silenziosa e carica di presagi.

Scrivere un romanzo gotico investigativo: dietro le quinte de L’Archivio Blackwood – Le Origini

Ogni storia ha un’origine, e quella dell’Archivio Blackwood affonda le sue radici in una nebbia fitta di appunti, mappe, sogni e ossessioni.

Quando ho iniziato a scrivere Le Ombre di Whitechapel, non sapevo ancora che sarebbe nato un intero archivio. Ma sentivo che Edgar Blackwood non era solo un personaggio: era una voce che voleva parlare. Voleva indagare.

Documentarsi nell’Oscurità

Costruire un’indagine ambientata nel 1888 non significa solo studiare la Londra vittoriana, i giornali dell’epoca o la struttura di Scotland Yard. Significa ascoltare l’atmosfera. Per ABVO ho consultato cronache dell’epoca, libri di folklore, testimonianze su Jack lo Squartatore, e testi occulti scritti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Ma il vero cuore pulsante del lavoro è stato: come far convivere il metodo investigativo con l’ignoto?

L’equilibrio tra ragione e orrore

Un romanzo gotico non è solo buio, pioggia e candele tremolanti. È un’ombra che si insinua nella mente del lettore, senza mai svelarsi del tutto. In ABVO ho cercato un equilibrio costante tra logica e terrore, tra razionalità e superstizione.

Blackwood indaga, osserva, annota. Ma intorno a lui tutto vacilla. L’orrore non si rivela mai con chiarezza: si lascia solo intuire.

L’archivio, un mondo vivo

L’idea di trasformare ogni indagine in un dossier è nata quasi per gioco. Ma col tempo è diventata la chiave di tutto. Un archivio è silenzioso, ma ogni fascicolo trattiene la voce di chi l’ha scritto, e il dolore di chi è scomparso.

Ogni lettore, aprendo queste pagine, non legge solo una storia. Sfoglia prove, lettere, indizi e segreti. Come se Blackwood stesso avesse lasciato tutto perché qualcuno, un giorno, potesse capire.

Copertina promozionale per “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini” di Claudio Bertolotti, con i due volumi (copertina rigida illustrata e brossura in bianco e nero) su sfondo scuro gotico. Testo evidenzia le due edizioni disponibili.

L’abito dell’ispettore Blackwood

Ci sono uomini che entrano in una stanza in silenzio, eppure la riempiono.
Non per il tono della voce, né per l’autorità formale, ma per ciò che indossano. O meglio: per come lo indossano.

L’ispettore Edgar Blackwood non è un eroe da vetrina. Il suo cappotto è troppo logoro per l’eleganza, troppo pesante per la moda, troppo impregnato di pioggia e fumo per chi vive all’asciutto.
Eppure è quel cappotto che lo precede. Che lo annuncia, come una figura uscita da un archivio che nessuno ha mai chiesto di aprire.

Ogni piega racconta una notte.
Ogni bottone cucito a mano tiene insieme un caso irrisolto.
Il colletto rialzato non è stile: è protezione. Dal freddo, dagli sguardi. Dai ricordi.

Il sigaro che fumaeconomico, mai aromatico — è più una museruola che un vizio. Lo tiene occupato, lo isola, lo frena. È la brace che si consuma mentre intorno tutto resta oscuro.

Blackwood non ha bisogno di presentazioni.
Il suo abito, il suo passo lento, la sua presenza tra le ombre parlano prima di lui.
E quando si ferma, davanti a una porta, davanti a un corpo, davanti a un nome… è sempre il cappotto a muoversi per primo.

Quello non è un indumento.
È un archivio addosso.

Edgar Blackwood sotto la pioggia davanti a una chiesa gotica di Londra

Perché Dracula? La scelta di un nemico immortale

Nel costruire il primo volume Le Ombre di Whitechapel ci si è trovati davanti a una domanda antica quanto la narrativa stessa: contro cosa combatte davvero il nostro protagonista?

Non bastava un assassino. Non bastava un rituale.
Occorreva un’ombra più grande, più profonda. Qualcosa che fosse insieme reale e irreale, concreta ma avvolta nel mistero. Un male che non si limitasse a colpire il corpo, ma che potesse insinuarsi nelle pieghe della mente e nella memoria stessa di una civiltà.

È qui che nasce la scelta: evocare Dracula.

Non il Dracula da manuale, non il mostro da cinema, ma il simbolo di ciò che l’Ottocento temeva di più: la decadenza mascherata da nobiltà, la superstizione che ritorna, la contaminazione dell’invisibile.
Dracula diventa, in questo contesto, un’eco. Non serve vederlo per sapere che c’è. Come un sussurro nei corridoi del potere o una goccia d’inchiostro nero versata su un documento classificato.

In Le Ombre di Whitechapel, primo dei due dossier raccolti nel volume L’Archivio Blackwood Volume I – Le Origini, la sua presenza è un’influenza, un’infezione sotterranea. L’ispettore Blackwood non insegue solo degli indizi: insegue un pensiero antico, una minaccia senza volto che si riflette nei simboli, nei culti, nei riti.

Ecco perché Dracula.
Perché più di ogni altro rappresenta il nemico definitivo di un uomo razionale.
Perché sopravvive ai secoli, muta, si adatta e torna.
E perché ogni archivio, prima o poi, contiene qualcosa che sarebbe dovuto restare sepolto.

Libro Brossura B/N disponibile su Amazon

Libro copertina rigida a colori disponibile su Amazon

Perché Blackwood non dimentica – Il tema della memoria nell’Archivio

Ci sono investigatori che archiviano i casi.
E poi c’è Edgar Blackwood, che li colleziona.

Ogni fascicolo dell’Archivio Blackwood è più di una cronaca nera: è una ferita, un frammento, un dubbio mai estinto. Nei due romanzi che compongono i L’archivio Blackwood – Volume I: Le Origini, ciò che lega i misteri di Whitechapel e il Viaggio nel sangue è proprio la memoria.

Non si tratta solo di risolvere. Si tratta di ricordare.
Per Blackwood, archiviare un caso è come inchiodarlo al tempo. Ogni dettaglio, ogni indizio, ogni volto incontrato… nulla viene davvero lasciato indietro.
Perché? Perché dimenticare, nel suo mondo, equivale rischiare che l’Ombra ritorni.

Nelle sue stanze — sempre immerse in nebbia e odore di carta umida — Blackwood conserva tutto: lettere, schizzi, annotazioni. Come se temesse che, un giorno, ciò che ha già affrontato possa risvegliarsi.
E forse, in parte, ha ragione.

Per questo l’Archivio esiste.
Per questo L’archivio Blackwood Volume I Le origini è più di una semplice raccolta: è una battaglia contro l’oblio.

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Brossura (B/N) →
Copertina rigida (Colori) →

Bianco e nero o colore? Le due anime di ABVO – L’Archivio Blackwood Volume I: Le Origini

Ogni archivio custodisce i suoi segreti in modo diverso. Alcuni su carta ingiallita e fragile, altri su pergamene incise con simboli che il tempo non ha mai osato cancellare. L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini non fa eccezione: è un dossier doppio, eppure profondamente unico, diviso tra due edizioni che raccontano la stessa storia… con occhi diversi.

La brossura è pensata per i lettori che vogliono tuffarsi nel cuore dell’indagine. Stampata in bianco e nero, raccoglie Le Ombre di Whitechapel e Il Vangelo delle Ombre in un unico volume compatto, elegante, essenziale. Perfetta per chi cerca la sostanza, per chi segue le tracce lasciate sul selciato umido della Londra vittoriana.

La copertina rigida illustrata, invece, è un viaggio visivo. Ogni pagina a colori restituisce il gusto di un archivio dimenticato, tra immagini rare, frammenti rituali e dettagli gotici. È pensata per collezionisti, appassionati, per chi desidera possedere non solo una storia… ma un oggetto da conservare.

Entrambe le edizioni contengono gli stessi due racconti integrali. Cambia l’esperienza. Cambia il modo in cui la polvere dell’Archivio si posa tra le mani.

🔎 Quale versione sceglierai?


📘 Brossura (bianco e nero)
📕 Copertina rigida (a colori)

PS: Ho abbreviato L’Archivio Blackwood Volume I le Origini in “ABVO” ! Altrimenti non ci stava nell’immagine!

“Due indagini. Un solo archivio.”

È disponibile ora L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini

C’è un tavolo a Scotland Yard che nessuno tocca.
Sopra, due dossier segnati dal tempo.
Il primo è sottile, ma insanguinato: Whitechapel, ottobre 1888.
Il secondo è più corposo, intriso di presagi e versi oscuri: Il Vangelo delle Ombre, dicembre 1888.

Sono i primi due casi ufficiali dell’ispettore Edgar Blackwood.
Le sue origini. La sua discesa.
E ora, per la prima volta, vengono raccolti in un unico volume:

L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini

Include:
Le Ombre di Whitechapel
Il Vangelo delle Ombre
Scene aggiuntive inedite, contenuti esclusivi, illustrazioni, lettere, simboli rituali e una nuova veste grafica gotica.

Due edizioni disponibili:

Brossura bianco e nero (testo + copertina morbida)
Acquista su Amazon

Copertina rigida illustrata a colori (testo + contenuti grafici a colori e alta qualità)
Vai all’edizione speciale

Nota bene: i contenuti narrativi e grafici sono identici, ma la versione rigida è arricchita da illustrazioni e materiali stampati a colori per una fruizione visiva immersiva.

Perché questo volume è speciale?

Perché non è solo una raccolta.
È un modo per vedere come tutto è cominciato.
Per rileggere la discesa nell’occulto con nuovi occhi.
Per sfogliare i fascicoli che avrebbero dovuto restare sigillati.
E per osservare da vicino la trasformazione di Blackwood…
prima che la luce si spegnesse del tutto.

L’Archivio è aperto. Le origini attendono.

Sono arrivati I Dossier dell’Archivio Blackwood

Disponibile ora su Amazon: “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini”

Siamo felici di annunciare la pubblicazione ufficiale de L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini, la raccolta inedita che inaugura la serie dei Dossier dell’Archivio Blackwood. Un volume speciale che raccoglie i primi due romanzi della saga:
Le Ombre di Whitechapel” e “Il Vangelo delle Ombre“, con contenuti esclusivi e scene finali inedite.

Per la prima volta i lettori potranno immergersi nelle origini dell’ispettore Edgar Blackwood, tra misteri vittoriani, antiche reliquie e orrori sepolti nella nebbia di Londra.

Purtroppo ho sbagliato a digitare il titolo su amazon scrivendo "L'archivio Blackwood Capitolo I Le origini" anziché "Volume I" come sul libro! Quindi nella ricerca su internet viene trovato come "L'archivio Blackwood Capitolo I Le origini". Non c'è modo di modificarlo, mi scuso con i lettori! 

Il libro è ora disponibile in formato:

Brossura su Amazon: Acquista ora

Copertina rigida: Acquista ora

Un’edizione imperdibile per i collezionisti, i fan dell’occulto e tutti coloro che desiderano scoprire come tutto è cominciato. Ogni pagina è un dossier, ogni indagine una discesa nell’ombra.

Sei pronto a entrare negli archivi?

Sta arrivando “L’Archivio Blackwood – Volume I: Le Origini” in doppia edizione

Ci siamo quasi.
Tra pochi giorni sarà disponibile il primo volume della raccolta I Dossier dell’Archivio Blackwood, con il titolo L’archivio Blackwood Volume I “Le Origini” – in due formati distinti, pensati per rispondere alle diverse esigenze dei lettori.

La prima versione, pensata come edizione da collezione, sarà disponibile in copertina rigida illustrata a colori: una stampa di alta qualità, con grafica atmosferica gotica e contenuti completi, pensata per chi desidera un oggetto prezioso da custodire.

Ma proprio per la natura di questa edizione – con stampa a colori e copertina rigida – il costo di produzione è piuttosto elevato.
E proprio per questo, ho deciso di affiancare anche una versione in brossura: più leggera, stampata in bianco e nero, ma con gli stessi contenuti narrativi.

Una scelta pensata per chi desidera leggere il libro senza sostenere un prezzo troppo alto, mantenendo comunque intatta la forza della storia.

Cosa troverete in questo primo volume?


Due indagini complete, ambientate nella Londra del 1888.
Due dossier tratti dall’archivio segreto dell’ispettore Edgar Blackwood, in cui la logica si scontra con l’inspiegabile, e il confine tra scienza e incubo si fa sottile.
Senza spoiler, posso solo dirvi che questo è l’inizio.
Un inizio oscuro, denso, e – spero – coinvolgente.

Ormai manca pochissimo.
Restate sintonizzati.

Visita il sito ufficiale: http://www.claudiobertolotti83.net