Ciò che non si può spiegare, non si può accettare.
Ma a Whitechapel, l’impossibile non chiede il permesso.”
Nel cuore di Le Ombre di Whitechapel, anche le menti più razionali iniziano a tremare.
Uno dei personaggi più iconici della letteratura — il dottor John Watson — si trova a confrontarsi con ciò che la medicina non può diagnosticare, e che la logica rifiuta.
Watson è l’uomo della scienza, dell’osservazione.
Un ex militare, un medico esperto, fedele al metodo e all’evidenza.
Ma Londra nel 1888 sta cambiando.
E ciò che si annida tra le cripte e i simboli antichi non segue regole conosciute.
Nel racconto, Watson non è solo un personaggio di supporto:
è il testimone dell’impossibile.
Colui che vede, e lentamente è costretto ad ammettere che non tutto ciò che esiste può essere spiegato.
Il suo confronto silenzioso con l’oscurità è uno dei punti più umani della storia.
Perché anche chi ha studiato medicina, conosce la paura.
E anche chi ha giurato razionalità, può iniziare a dubitare… quando le ombre iniziano a parlare.
